Feb 12, 2019
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“Un immigrato con i tatuaggi”. Contro Mahmood ci mancava solo il prete…

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Ypsilon Black

Sanremo, polemica senza fine. Nell’occhio del ciclone sempre Mahmood. Stavolta l’attacco viene addirittura da un sacerdote: don Salvatore Picca che pochi mesi fa era già finito alla ribalta nazionale per aver detto: “Sui migranti la penso come Salvini”, in aperta polemica con Famiglia Cristiana che aveva attaccato il leader leghista. Adesso, il parroco che guida la chiesa di San Martino Valle Caudina, centro irpino al confine col Sannio, torna a sorprendere con un post velenoso sul vincitore di Sanremo, nel solco di quanto già affermato dal vicepremier leghista.

“Sarò un sovranista…un fascista…un nazionalista…uno squadrista e tutti gli ista del mondo ma la canzone di Mahmood davvero non si può sentire… è semplicemente vergognosa”, accusa il parroco che si trova in vacanza in Australia. Parole al vetriolo. E don Salvatore non usa certo frasi di circostanza: “Ma si è realmente fascisti e razzisti – scrive ancora il parroco su facebook – dicendo che non può vincere il festival della canzone italiana una schifezza del genere e che non si può dire a tutto il mondo che la canzone italiana è ridotta a quello schifo???? WWWWW IL VOLO…”. (Continua dopo la foto)

E ancora: “Purtroppo hanno avuto una sola pecca non erano musulmani non erano immigrati non erano pieni di tatuaggi non erano drogati erano solo troppo italiani e con una canzone troppo italiana per vincere il festival della canzone italiana”. Don Salvatore non è stato il sole a prendersela con Mahmood. Anche Maria Giovanna Maglie aveva sparato a zero sul verdetto del Festival di Sanremo, “Un vincitore molto annunciato”. (Continua dopo la foto)

Poi riprende: “Si chiama Maometto, la frasetta in arabo c’è, c’è anche il Ramadan e il narghilè, e il meticciato è assicurato. La canzone importa poco, Avete guardato le facce della giuria d’onore?”, ha aggiunto la giornalista che secondo indiscrezioni è candidata alla conduzione di una striscia di approfondimento giornalistico su Rai1, dopo il Tg1 delle 20.30. Per rispondere alle critiche arrivate ai primi due post, Maglie ha twittato poi. (Continua dopo la foto)

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“Meticciato: combinazione di elementi linguistici o culturali di diversa provenienza o natura. In questo caso privilegiato sulla qualità di una canzone. Per il resto, il razzismo è nella testa di chi legge e vorrebbe impedire il pensiero critico”. “Dopo gli attacchi al capo dello stato l’ex giornalista Mariagiovanna Maglie, che la Lega di Salvini e Foa vorrebbe imporre agli italiani nello spazio quotidiano che fu di Enzo Biagi, adesso su Twitter se la prende anche con il vincitore di Sanremo Mahmood utilizzando espressioni offensive e razziste come ‘meticciato’. Davvero l’ansia di occupare poltrone della nuova compagine di governo non trova nulla di meglio ? Davvero lei avrà una striscia quotidiana ? Il servizio pubblico non può cadere così in basso: facciamo appello al Consiglio di amministrazione della Rai perché eviti questa pagina vergognosa al nostro paese”. Lo dichiara Davide Faraone, capogruppo Pd in Vigilanza Rai.

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