Feb 11, 2019
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Sanremo, la proposta di Luigi Di Maio: “scegliere il vincitore solo con il televoto”

Written by
Ypsilon Black

Il Festival di Sanremo è totalizzante, lo abbiamo detto (qui la recensione), tanto da spingere anche diversi esponenti politici a esprimersi pubblicamente sulla vittoria di Mahmood.

Non c’è da stupirsi, lo sappiamo: il forte legame tra tv (Rai in particolare) e politica pare indissolubile e, poi, nell’ottica di una comprensibile e condivisibile umanizzazione della politica, ma anche della propaganda populista, esprimersi su temi popolari come Sanremo può essere vantaggioso. Indubbiamente, chiunque ha il diritto di farlo, dunque anche i rappresentanti del popolo.

Così, anche il Vice-premier e Ministro del lavoro e dello sviluppo economico Luigi Di Maio, dopo Matteo Salvini, è intervenuto sul Festival:

Vedo che c’è un gran dibattito sul vincitore di Sanremo perché la giuria, composta da critici musicali del ‘calibro’ di Beppe Severgnini, e la sala stampa hanno totalmente ribaltato il risultato del televoto. Non ha vinto quello che voleva la maggioranza dei votanti da casa, ma quello che voleva la minoranza della giuria, composta in gran parte da giornalisti e radical chic. E qual è la novità? Questi sono quelli sempre più distanti dal sentire popolare e lo hanno dimostrato anche nell’occasione di Sanremo

Insomma, Di Maio sembra non aver digerito il fatto che il televoto, forma di democrazia diretta nell’ambito mediatico, sia stato mitigato dalle decisioni della giuria d’onore, di cui ha messo in dubbio la preparazione musicale dei componenti ridefiniti “radical-chic”, e della sala stampa.

Il Ministro, volendo fare riferimento alla presunta oligarchia che vigerebbe a Sanremo, ha parlato di “volere della minoranza della giuria”, ma è chiaro che, anche per la giuria e la sala stampa, vige il principio della prevalenza della maggioranza. Infatti, se il televoto aveva decretato Ultimo come primo classificato, seguito da Il Volo e poi da Mahmoodla sala stampa ha prodotto la seguente classifica: Mahmood, Ultimo e infine Il Volo; mentre la giuria d’onore: Mahmood seguito a pari merito dagli altri due concorrenti. La classifica finale, data dalla somma delle tre precedenti, ha determinato un podio identico a quello scelto dalla sala stampa.

Sempre su Facebook, attraverso cui Di Maio ha anche espresso il proprio apprezzamento per Simone Cristicchi (Abbi Cura di Me), ha azzardato una proposta:

Faccio i miei complimenti a Mahmood, a Ultimo e a tutti gli altri. E ringrazio Sanremo perché quest’anno ha fatto conoscere a milioni di italiani la distanza abissale che c’è tra popolo ed “élite”. Tra le sensibilità dei cittadini comuni e quelle dei radical chic. Per l’anno prossimo, magari, il vincitore si potrebbe far scegliere solo col televoto, visto che agli italiani costa 51 centesimi facciamolo contare!“.

Ipotesi vagliata anche dal direttore artistico Claudio Baglioni nel corso della conferenza stampa di chiusura del Festival 2019, tenutasi ieri:

“Sono d’accordo su due linee: o il festival diventa di nuovo, come sono le mostre di altre discipline, deciso da addetti ai lavori o questa mescolanza con tre o quattro giurie rischia di essere discutibile. Qualsiasi direttore artistico si trova cose delle edizioni precedenti, come delle incrostazioni, cose acquisite nel tempo che sono difficili da cambiare. C’è un atteggiamento di paura nei confronti della sala stampa, ad esempio. Mi hanno spiegato che togliendole il voto si teme di suscitare un atteggiamento ostile. Se vuole essere popolare, io credo che il festival possa essere gestito solo dal televoto. L’altro elemento è la giuria d’onore, un retaggio televisivo. Io adesso lo dico: il mio consiglio è di scegliere una linea o l’altra”.

Concedere la possibilità di determinare il verdetto della kermesse al solo televoto rischierebbe, però, di alimentare meccanismi d’abuso in questo senso, manovrati dalle fan base e chissà da chi altro, oltre che di azzerare quasi completamente l’espressione di un giudizio esperto. Probabilmente, è possibile e utile mantenere un equilibrio di diversi soggetti votanti, selezionando più adeguatamente gli esperti musicali d’onore e lavorando sul peso di ciascuna giuria.

Poco fa, anche Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio e candidato alla segreteria del Partito Democratico, ha espresso la sua opinione sull’epilogo della 69edizione di Sanremo:

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Sanremo, la proposta di Luigi Di Maio: “scegliere il vincitore solo con il televoto”
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