Feb 10, 2019
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La classifica dei Top e Flop del Festival di Sanremo 2019

Written by
Ypsilon Black

Chiudiamo ufficialmente la settimana sanremese con la nostra classifica dei Top e Flop della settimana, per l’occasione dedicata interamente al 69° Festival della Canzone Italiana.

⬆ TOP ⬆

  1. LOREDANA BERTE’: almeno noi di Trash Italiano la mettiamo in testa alla classifica dei Top. Ingiusto il suo quarto posto, ancor più ingiusto che non abbia ricevuto alcun premio aggiuntivo. E le fortissime proteste del teatro Ariston ne sono la dimostrazione.
  1. CANTANTI IN GARA: Baglioni è riuscito a comporre un cast raramente così ben variegato, sia anagraficamente (da Federica Carta a Patty Pravo), che per generi musicali (dal pop di Nek al neomelodico di Nino D’Angelo, dal rock dei The Zen Circus all’indie degli Ex-Otago, dalla lirica pop de Il Volo al rap di Daniele Silvestri con Rancore), che per esibizioni singole, in duetto e in gruppo. Tutta la musica italiana è stata rappresentata in questo Sanremo, peccato che il livello medio delle canzoni non sia stato così alto (leggi sotto).
  2. MAHMOOD: il giovane artista, poco conosciuto al grande pubblico fino alla scorsa settimana, porta a casa una meritata vittoria (qui tutti i motivi), con un pezzo fresco e orecchiabile, che fonde diverse influenze musicali rappresentando a pieno la modernità.
  3. ARISA: la sua è stata la canzone più allegra in gara, cantata con la solita leggerezza – ancor più in duetto con Tony Hadley – ma valorizzando la sua voce limpida. Menzione speciale, poi, per l’esibizione della finale, che l’ha portata a emozionarsi, in cui è riuscita a restare credibile cantando “Mi sento bene”, nonostante la febbre alta.
  4. PIO E AMEDEO, FABIO ROVAZZI E ORNELLA VANONI: gli ospiti più azzeccati del Festival sono stati i più improbabili. Pio e Amedeo si sono fatti apprezzare come pochi altri comici sono riusciti nella recente storia del Festival, Rovazzi è riuscito a far sciogliere e ballare il pubblico dell’Ariston, regalando anche un momento di reale emozione con il saluto al padre che non c’è più, mentre l’imprevedibilità di Ornella Vanoni è stato il momento che ha regalato più risate in tutto il Festival (nonostante due comici alla conduzione).

⬇ FLOP ⬇

  1. CONDUZIONE: Claudio Baglioni si è confermato ancora una volta ingessato, ma il problema è stato aver messo due comici alla conduzione: oltre ad annullarsi a vicenda, hanno dovuto assoggettarsi alla liturgia del Festival, deludendo chi si aspettava sempre la battuta pronta che scompigliasse tutto (qui la recensione). Claudio Bisio è risultato totalmente diverso dall’animale da palcoscenico a cui eravamo abituati, mentre Virginia Raffaele è sembrata depotenziata, spiccando solo nei suoi eclettici sketch.
  2. SCALETTA DELLE SERATE: bruciarsi tutti i 24 cantanti in gara già alla prima serata ha appesantito il debutto e indebolito le due puntate successive, in cui, con solo 12 Big ogni sera, la gara è terminata a mezzanotte, ma si è andati avanti fino a notte fonda con soli ospiti, peraltro poco valorizzati. E’ scarseggiato anche il ritmo delle serate, a causa della debole conduzione e di sketch eccessivamente lunghi.
  3. ULTIMO: a Sanremo è entrato Papa e ne è uscito cardinale. Avrebbe fatto una bellissima figura, se non si fosse rovinato con le sue stesse mani, per l’atteggiamento tenuto nella conferenza stampa finale, verso il vincitore e i giornalisti: comprensibile la sua delusione per aver sfiorato la vittoria con un dito, ma stiamo parlando di un 2° posto, non di un 24°, ed è ancor meno giustificabile se si considera che altri Big in gara, con una carriera molto più longeva alle spalle, hanno accettato sportivamente la loro posizione in classifica. Inoltre, sembrano sterili le polemiche sul meccanismo di voto, identico rispetto allo scorso anno, su cui però non ebbe nulla da ridire quando risultò vincitore tra le Nuove Proposte.
  4. FRANCESCO RENGA: il cantante si è reso protagonista di una dimenticabile esternazione durante il Dopofestival, affermando che le voci femminili sono meno armoniose rispetto a quelle maschili, scatenando una bufera. A poco sono servite le sue scuse: ormai la frittata era stata fatta, ed ha fatto nascere un nuovo tormentone sui social.
  5. CANZONI IN GARA: aver accolto tutti i generi musicali non ha assicurato un livello complessivamente alto delle canzoni, la maggior parte delle quali faticano a restare impresse e non coinvolgono particolarmente (qui le nostre pagelle). Difficilmente una di esse resterà nella storia del Festival.

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La classifica dei Top e Flop del Festival di Sanremo 2019
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