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Gen 12, 2019
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Pedofilo arrestato a Cagliari: tre i bambini adescati

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Sono tre i bambini, tutti di 10 anni, adescati dal pedofilo 28enne di Cagliari arrestato dalla polizia postale perché ritenuto responsabile del reato di detenzione di materiale pedopornografico nonché di adescamento di minorenni e di pornografia minorile. Sul reato commesso su due di loro gli investigatori hanno già messo assieme elementi schiaccianti, per il terzo sono in corso ulteriori accertamenti informatici.

L’attività investigativa, svolta dal Compartimento della polizia postale di Cagliari, è nata dalle denunce di due mamme di due dei tre bambini coinvolti, le quali si erano accorte che i loro figli stavano intrattenendo conversazioni, inizialmente tramite la chat di una console e poi con successivi contatti che si sono trasferiti sull’applicativo di messaggeria istantanea “WhatsApp”, con un soggetto che ha chiesto ai minori l’invio di foto riproducenti le parti intime. L’uomo ha conquistato la fiducia di tre bambini di appena dieci anni giocando con loro e “chiacchierando” in una delle chat presenti nelle consolle per videogiochi, come il notissimo Fortnite, è diventato loro amico, li ha adescati e nel giro di breve tempo ha trasformato quell’amicizia in un modo per recuperare materiale pedopornografico. (Continua a leggere dopo la foto)

Ha chiesto ai tre bambini che gli inviassero foto delle loro parti intime o di nudo, ma è stato scoperto. Un 28enne residente a Cagliari è stato arrestato dagli agenti del Compartimento della polizia postale di Cagliari per detenzione di materiale pedopornografico, pornografia minorile e adescamento di minorenni. È la prima volta in Italia che viene arrestato un uomo che utilizzava le chat delle consolle per adescare minori e recuperare materiale pedopornografico.Dopo aver fatto amicizia con lui, il 28enne, del quale non sono state rese note le generalità, gli ha pagato una ricarica per un videogioco e in cambio si sarebbe fatto inviare foto del minore nudo. A tradire il presunto pedofilo sono state le chiamate notturne che i minorenni facevano con lui, durante le quali chiedeva foto e video. (Continua a leggere dopo la foto)

La mamma di uno dei ragazzini ha sorpreso il figlio di notte e cercando di capire con chi stesse parlando ha poi trovato la chat con i messaggi. Altri sono stati scoperti dalla madre di un’altra vittima. Dopo aver fatto amicizia con i bambini durante le partite online con la consolle, il 28enne si faceva dare i loro numeri di telefono e li chiamava. In diverse occasioni, spacciandosi una volta per 16enne e una volta per un bambino di 9 anni, è entrato in chat di gruppo di Whatsapp allargando la possibilità di trovare nuove ‘prede’. Nel telefono, nel Pc e in altri supporti informatici sequestrati dalla Polizia postale di Cagliari dopo l’arresto del presunto pedofilo, sono state trovate le prove dei contatti avuti con due delle tre vittime. Tra queste 24 video chat in cui i bambini si spogliano. Nelle memorie informatiche degli apparecchi del 28enne sono stati scoperti video scabrosi e violenti. L’arrestato ha dichiarato di aver recuperato i filmati nel deep web, internet sommerso non indicizzato nei motori di ricerca. Su questo elemento sono in corso ulteriori accertamenti per verificare le sue dichiarazioni. (Continua a leggere dopo la foto)

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“Lo so sono malato”, avrebbe detto agli agenti quando due giorni fa sono andati a perquisire la sua abitazione e ad arrestarlo. In passato il 28enne era stato indagato per una altra vicenda legata alla pedopornografia, ma la sua posizione era poi risultata marginale. “Non lasciate i bambini da soli a giocare con le consolle collegate a internet. Anche i videogiochi possono diventate un canale per chi cerca di adescarli”. È l’appello lanciato dal dirigente del compartimento della Polizia postale di Cagliari, Francesco Greco, durante la conferenza stampa sull’arresto del presunto pedofilo di 28 anni che adescava i minori nelle chat dei videogiochi, uno dei primi casi di questo tipo in Italia.

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