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Gen 11, 2019
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Ordina le pizze, brasiliana pestata a sangue. “Siamo in Friuli, devi parlare friulano per legge”

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Sembra che alla base di questa triste e gravissima vicenda, ci sia una matrice razzista. Aggravante pesante per un camionista italiano, presumibilmente originario del Friuli. Ma veniamo ai fatti. Una donna brasiliana di 47 anni, residente a Cavasso Nuovo nel Pordenonese, entra nel in un locale insieme ai figli per ordinare delle pizze da portare a casa. La signora chiede le pizze in un buon italiano, ma ad un uomo presente nel locale, un camionista (dicono i testimoni, Ndr), non è bastato: “Qui siamo in Friuli e si deve parlare friulano per legge”.

La donna, per evitare liti, esce all’esterno del locale, al freddo, per attendere le pizze. A quel punto l’uomo, ancora piccato e con l’unico intento di sfogarsi e nonostante il figlio della donna cercasse di difenderla, spintona la brasiliana e la colpisce al volto. Col naso sanguinante e sotto choc la brasiliana si reca al pronto soccorso con numerosi traumi. Siamo all’esterno di una pizzeria normalissima a Mereto di Tomba, nel friulano. (Continua dopo la foto)

friuli brasiliana picchiata razzista

“Siamo davanti a un atto grave e particolarmente insopportabile sia perché commesso ai danni di una donna sia perché dal retrogusto razzista” – afferma l’eurodeputata del Pd Isabella De Monte – abbiamo già sentito qualcuno affrettarsi a dire che non si tratta di una aggressione a sfondo razziale e che il pestaggio è avvenuto per colpa dello stato di ebbrezza dell’aggressore: la ricostruzione delle dinamiche è in capo alle forze dell’ordine e agli inquirenti, ma certamente non può passare inosservato il fatto che l’uomo si sia scagliato contro una donna straniera, rea, a suo avviso, di essere “diversa”, laddove la diversità si riscontra nell’appartenenza territoriale e linguistica”. (Continua dopo la foto)

“Siamo davvero davanti a un fatto disgustoso – commenta De Monte -. Il friulano è una ricchezza da tutelare e valorizzare, non certamente un alibi per offendere, escludere e tantomeno aggredire il prossimo, di qualsivoglia città, regione o Paese sia”. (Continua dopo la foto)

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“Riflettano ancora una volta quei politici – conclude – che istigano continuamente all’odio, esasperando le differenze sociali e culturali, gettano nei cassonetti le coperte dei senzatetto o diffondendo stupide filastrocche sui migranti, perché ci sarà sempre qualcuno che penserà che, se cattiveria e intolleranza sono di casa nelle Istituzioni, allora sono concessa a tutti”. Resta da sentire la versione del camionista che per il momento non ha rilasciato dichiarazioni.

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