Dic 15, 2018
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Manovra, Lega all’attacco dell’ecotassa e dei bonus. Crippa (M5s): “Facciano pace con se stessi. Tassiamo solo auto di lusso”

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La Lega va all’attacco dell’ecotassa. Un emendamento alla manovra del Carroccio propone lo stop non solo all’imposta sulle auto più inquinanti ma anche agli incentivi per i veicoli ecologici. Con il sottosegretario all’Economia, Massimo Garavaglia, che nel frattempo smentisce la posizione della sua parigrado in quota M5s, Laura Castelli, e ribalta la posizione del governo: “Come esecutivo diciamo no a qualsiasi nuova tassa, sulle auto come su altro. Se gli amici del M5s trovano altre coperture per gli incentivi siamo ben contenti”. “Facciano pace con se stessi”, replica il sottosegretario allo Sviluppo del M5s Davide Crippa.
“L’idea di sopprimere tout court la norma è in contrasto con il contratto di governo”, ha affermato il sottosegretario ai microfoni di Radio Capital, aggiungendo che ci sarà un confronto nelle prossime ore e che il M5s non ha intenzione di cedere. Qual è la proposta dei pentastellati? “Si sta ragionando di alzare le soglie per escludere le utilitarie, tassando le ..

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La Lega va all’attacco dell’ecotassa. Un emendamento alla manovra del Carroccio propone lo stop non solo all’imposta sulle auto più inquinanti ma anche agli incentivi per i veicoli ecologici. Con il sottosegretario all’Economia, Massimo Garavaglia, che nel frattempo smentisce la posizione della sua parigrado in quota M5s, Laura Castelli, e ribalta la posizione del governo: “Come esecutivo diciamo no a qualsiasi nuova tassa, sulle auto come su altro. Se gli amici del M5s trovano altre coperture per gli incentivi siamo ben contenti”. “Facciano pace con se stessi”, replica il sottosegretario allo Sviluppo del M5s Davide Crippa.

“L’idea di sopprimere tout court la norma è in contrasto con il contratto di governo”, ha affermato il sottosegretario ai microfoni di Radio Capital, aggiungendo che ci sarà un confronto nelle prossime ore e che il M5s non ha intenzione di cedere. Qual è la proposta dei pentastellati? “Si sta ragionando di alzare le soglie per escludere le utilitarie, tassando le auto più inquinanti tipicamente destinate a fasce di acquisto più alte – spiega Crippa – e si ridurrebbero di conseguenza anche i soggetti che hanno diritto al bonus“.

Un confronto che, spiegano fonti del governo, è stato fissato per domenica sera a Palazzo Chigi. A sedere attorno al tavolo “per affrontare alcuni temi dirimenti” saranno Conte, Di Maio, Salvini, Fraccaro, Tria, Garavaglia, Castelli. “Sulla ecotassa nessun braccio di ferro – proseguono le fonti – la questione verrà affrontata, come sempre, con il dialogo e la mediazione”. Un’occasione in cui i vertici dell’esecutivo avranno modo di confrontarsi anche su un altro tema sul quale le due anime, quella leghista e quella gialloverde, non si sono trovate d’accordo: quello del reddito di cittadinanza. “Nessun paletto” andrà a limitare il progetto, ha detto in serata il vicepremier 5 Stelle Luigi Di Maio.

A margine dei lavori in commissione Bilancio a Palazzo Madama ha commentato l’emendamento della Lega anche il sottosegretario M5s ai Trasporti, Michele Dell’Orco, che ha definito il bonus per le auto ecologiche “una misura imprescindibile“. “Deve rimanere e le risorse di copertura da qualche parte ci devono essere”, ha aggiunto rispondendo a Garavaglia. “Il malus non è una nuova tassa e comunque la nostra intenzione è non toccare le utilitarie. Stiamo cercando di rivedere il malus: arriverà una riformulazione del governo”, ha concluso Dell’Orco.

Anche Di Maio venerdì aveva tracciato una strada diversa rispetto a quella della Lega: “Non ci sarà nessuna tassa sull’auto delle famiglie degli italiani né nuove né in uso. Sarà solo un ecobonus sulle auto elettriche, ibride e a metano“. Oltre a confermare gli incentivi, il vicepremier M5s suggeriva quindi di modificare le soglie per stangare solamente chi acquista auto di lusso inquinanti, salvando appunto le utilitarie.

L’ecotassa, inserita con un emendamento firmato dalla stessa Lega alla manovra in commissione Bilancio alla Camera, era già destinata a essere modificata in Senato. Così come approvata a Montecitorio, la norma riguarda infatti anche molte delle utilitarie più vendute in Italia nel 2018. Mentre Matteo Salvini già rimarcava la sua posizione con un lapidario “sono contrario”, la sottosegretaria Castelli aveva però sottolineato che la “volontà politica del governo è tenerla“. Una settimana dopo è arrivata la smentita di Garavaglia.

Ma l’emendamento firmato dal capogruppo della Lega in Senato, Massimiliano Romeo, oltre a smentire le ultime dichiarazioni del vicepremier Di Maio, avrebbe tra l’altro un costo di 156 milioni di euro l’anno per il periodo 2019-2021. Inoltre sarebbe in controtendenza con la politica che la stessa Lega porta avanti nelle sue due Regioni simbolo: Lombardia e Veneto. Le amministrazioni a guida Carroccio hanno infatti firmato il “Nuovo accordo per la qualità dell’aria nel bacino padano”. Un pacchetto che a partire da ottobre ha fatto scattare limitazioni alla circolazione per le auto con motorizzazioni benzina e diesel più vecchie, dunque più inquinanti.

Come ha spiegato ilfattoquotidiano.it, un’alternativa al cancellare del tutto l’ecotassa esiste. Per salvare le auto “delle famiglie”, il governo potrebbe alzare il limite di CO2 g/km emessi a partire dal quale scatta l’imposta – quello che ora propone Crippa – e riformare il superbollo reinserito dal governo Monti, legandolo non solo alla potenza, ma al rapporto tra lusso e inquinamento. Hai i soldi per comprare una Porsche? Di certo li hai anche per una Tesla. Non vuoi la Tesla? Prendi la Porsche ma paghi molto di più a parità di Kw.

Ad approvare la nuova posizione della Lega è invece Giorgia Meloni, in vista a Pomigliano d’Arco allo stabilimento di Fca che aveva minacciato di ritirare il piano di investimenti da 5 miliardi di euro annunciati per l’Italia in caso di approvazione dell’ecotassa. “Fratelli d’Italia è impegnata in una lotta senza quartiere contro questa follia dell’ecotassa, tipica del Movimento 5 stelle che quando parla di lavoro non sa di cosa parla”, ha detto Meloni in un video pubblicato su Facebook.

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