Dic 4, 2018
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Mafia, 46 arresti: anche il nuovo capo dei capi. La Cupola è tornata a riunirsi dopo la morte di Totò Riina

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Settimino Mineo, 80 anni, ufficialmente gioielliere, un “curriculum” mafioso di decenni, è il nuovo capo di Cosa nostra. È quanto ricostruito dall’inchiesta della Dda di Palermo che ha portato al fermo di 46 persone. Dopo la morte del boss Totò Riina, stando a quanto accertato dai magistrati guidati da Francesco Lo Voi, Mineo è stato designato al vertice della commissione provinciale che aveva smesso di riunirsi dal 1993: segno che i clan avevano scelto di tornare alla struttura unitaria di un tempo. Con il capo dei capi in carcere, ed essendo l’unico che poteva convocarla, non si erano più tenuti summit del gotha mafioso e il vertice di Cosa nostra era rimasto bloccato.
Secondo quanto accertato dagli inquirenti, invece, dopo il decesso del padrino di Corleone, la commissione era tornata a vedersi e aveva scelto come nuova guida Mineo, probabilmente con cerimonia dei pizzini. A conferma di quanto sostenuto da diversi inquirenti, quindi, l’erede di Riina non è Matteo Messina Denaro, l..

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Settimino Mineo, 80 anni, ufficialmente gioielliere, un “curriculum” mafioso di decenni, è il nuovo capo di Cosa nostra. È quanto ricostruito dall’inchiesta della Dda di Palermo che ha portato al fermo di 46 persone. Dopo la morte del boss Totò Riina, stando a quanto accertato dai magistrati guidati da Francesco Lo Voi, Mineo è stato designato al vertice della commissione provinciale che aveva smesso di riunirsi dal 1993: segno che i clan avevano scelto di tornare alla struttura unitaria di un tempo. Con il capo dei capi in carcere, ed essendo l’unico che poteva convocarla, non si erano più tenuti summit del gotha mafioso e il vertice di Cosa nostra era rimasto bloccato.

Secondo quanto accertato dagli inquirenti, invece, dopo il decesso del padrino di Corleone, la commissione era tornata a vedersi e aveva scelto come nuova guida Mineo, probabilmente con cerimonia dei pizzini. A conferma di quanto sostenuto da diversi inquirenti, quindi, l’erede di Riina non è Matteo Messina Denaro, la cui influenza resterebbe confinata al mandamento di Trapani”. Cosa Nostra aveva deciso di affidarsi piuttosto a un anziano padrino che – come è emerso dalle indagini dei carabinieri, guidati dal colonnello Antonio Di Stasio – aveva il terrore di essere intercettato. Per questo non usava telefoni e spesso si muoveva a piedi per le strade di Palermo.

Già condannato a 5 anni al maxi processo istruito da Giovanni Falcone, il gioielliere – di cui già il pentito Tommaso Buscetta fece il nome – fu riarrestato 12 anni fa per poi tornare in libertà dopo una condanna a 11 anni. L’inchiesta è stata coordinata dal procuratore Lo Voi, dall’aggiunto Salvatore De Luca e dai pm Francesca Mazzocco, Amelia Luise, Dario Scaletta, Gaspare Spedale e Bruno Brucoli e ricostruisce gli assetti dei clan palermitani di Porta Nuova, Poagliarelli, Bagheria, Villabate e Misilmeri.

La Commissione provinciale di Cosa nostra sarebbe stata riconvocata il 29 maggio scorso: un summit che riporta alla vecchia mafia. Come ispirata alla tradizione sembra essere l’organizzazione della nuova commissione provinciale guidata da Mineo. Gli investigatori sono riusciti, nel corso delle indagini, a “cogliere in presa diretta la fase di riorganizzazione in atto all’interno di Cosa nostra”. Le accuse per gli indagati sono di associazione mafiosa, estorsione aggravata, intestazione fittizia di beni, porto abusivo di armi, danneggiamento a mezzo incendio, concorso esterno in associazione mafiosa.

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