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Dic 15, 2018
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Il Comune di Sesto San Giovanni contro i morosi: “Non paghi retta del primo figlio? Stop iscrizione al nido del secondogenito”

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Non paghi la retta della mensa del tuo primo figlio? Non puoi iscrivere il secondogenito al nido. L’amministrazione comunale di Sesto San Giovanni ha deciso di mettere uno stop ai morosi nei confronti dei servizi del Comune. Stiamo parlando di pre e post scuola e asili nido, servizi individuali non obbligatori ma spesso usati dalle famiglie dove ci sono mamma e papà che lavorano. A Sesto ora le colpe dei genitori ricadono sui figli o meglio sull’intera famiglia. Per fare un esempio: se mamma e papà non hanno pagato la retta del nido di Luca dell’anno precedente anche Marco non potrà frequentare la scuola. Il Comune lombardo, guidato dal sindaco di centrodestra Roberto Di Stefano, non ne vuol più sapere di morosi e per combattere il fenomeno si è deciso a mettere in pratica questa regola.
“Già con i centri estivi – spiega l’assessore all’Educazione, Roberta Pizzocchera – avevamo seguito questa logica: potevi iscrivere il figlio al centro ricreativo nel momento in cui eri in regola con ..

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Non paghi la retta della mensa del tuo primo figlio? Non puoi iscrivere il secondogenito al nido. L’amministrazione comunale di Sesto San Giovanni ha deciso di mettere uno stop ai morosi nei confronti dei servizi del Comune. Stiamo parlando di pre e post scuola e asili nido, servizi individuali non obbligatori ma spesso usati dalle famiglie dove ci sono mamma e papà che lavorano. A Sesto ora le colpe dei genitori ricadono sui figli o meglio sull’intera famiglia. Per fare un esempio: se mamma e papà non hanno pagato la retta del nido di Luca dell’anno precedente anche Marco non potrà frequentare la scuola. Il Comune lombardo, guidato dal sindaco di centrodestra Roberto Di Stefano, non ne vuol più sapere di morosi e per combattere il fenomeno si è deciso a mettere in pratica questa regola.

“Già con i centri estivi – spiega l’assessore all’Educazione, Roberta Pizzocchera – avevamo seguito questa logica: potevi iscrivere il figlio al centro ricreativo nel momento in cui eri in regola con il pagamento della mensa scolastica. Per accedere alla seconda settimana del Cre bisognava aver saldato la settimana precedente”. Una norma che ha fatto scuola. “Ora abbiamo traslato questa regola che ha funzionato bene per i Cre anche ai servizi di pre e post scuola e per il nido. Se fino a ieri – continua l’assessore – chi aveva il bambino iscritto e non pagava correttamente il nido dell’anno precedente di un altro figlio aveva comunque l’accesso consentito, oggi non è più possibile. È una questione di correttezza nei confronti di altre famiglie che pagano nonostante le difficoltà”.

In sostanza se la famiglia non è in regola con i pagamenti della mensa scolastica o di altri servizi non può iscrivere il figlio al nido. Un regolamento più restrittivo che l’assessore prova a motivare sottolineando il ruolo dei servizi sociali che vanno incontro a chi è più in difficoltà: “Bisogna essere in regola anche con il pre post scuola: quando iscrivo il figlio a settembre 2018 devono essere coperte le rette fino a giugno di tutti i servizi che la famiglia ha usufruito. Questo vuol essere un invito alle famiglie che non ce la fanno a presentarsi agli uffici per ricevere le agevolazioni previste. Noi andiamo incontro alle famiglie ma chiediamo che per i servizi che non sono obbligatori le famiglie siano alla pari con i pagamenti”. D’altro canto il Comune di Sesto San Giovanni deve far fronte a un mancato credito di 350.143,80 euro: sono soldi che i morosi devono all’amministrazione per la ristorazione scolastica.

Un tema quello delle mense che è tornato a far discutere anche a Genova dove la Rete Commissione mense ha pubblicato sulla sua pagina Facebook un articolo di La Repubblica che riporta la fotografia di uno spazio recintato per chi porta il cibo da casa alla primaria “Sacro Cuore” di Quarto. E intanto Save The Children si appella al Parlmento: “A tutti i bambini deve essere garantito senza differenziazioni e discriminazioni il servizio della mensa scolastica con standard alimentari di qualità. Si colga l’occasione della proposta inserita nella legge di Bilancio di estendere il tempo pieno fino a generalizzarlo, per porre finalmente mano al tema e assicurare il servizio almeno a tutti i bambini delle scuole primarie”, spiega Raffaela Milano, direttore dei Programmi Italia-Europa di Save the Children.

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