Dic 27, 2018
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“Ecco perché non ho figli”. Cristina D’Avena la confessione mai fatta prima

Written by
Ypsilon Black

Simbolo e idolo di una generazione. Quelle cresciuta con Bim, Bum, Bam e i cartoni alle 16. Più che una voce e un volto Cristina D’Avena è stata una sogno. Un sogno che a 54 anni ancora incanta e che ha deciso di raccontarsi tra successi, dolori e rinunce, quella più grande: la famiglia, sacrificata per la musica coltivata grazie al supporto dell’uomo che ha accanto, Massimo.

“È un compagno meraviglioso che mi ama e mi ascolta tanto – dice Cristina D’Avena – Però, certamente per colpa mia, figli insieme non li abbiamo fatti. Non so se questo un giorno diventerà un rimpianto, so soltanto che adesso non voglio pensarci”. La scelta di non avere figli ha delle ragioni ben precise, legate anzitutto a motivi professionali che hanno tolto molto tempo alla D’Avena. (Continua dopo la foto)

“Purtroppo mi sono un po’ persa. È stato talmente un susseguirsi di cose, di situazioni, di emozioni. Settecento sigle cantate non sono cosa da poco. Non mi sono resa conto che il tempo scorreva veloce. Mi dicevo “Tanto c’è tempo”. Invece il tempo mi è sfuggito di mano. O forse non mi sono voluta fermare io, chissà…” (Continua dopo la foto)

Cristina D’Avena è reduce dal successo del suo nuovo album “Duets Forever – Tutti cantano Cristina”, in cui ha duettato sulle note delle più famose sigle dei cartoon insieme ad altri artisti italiani: Alessandra Amoroso, Malika Ayane, Federica Carta, Carmen Consoli, Dolcenera, Elisa, Elodie, Il Volo, Le vibrazioni, Lo stato sociale, Fabrizio Moro, Nek, Max Pezzali, Patty Pravo, Shade e The Kolors. (Continua dopo la foto)

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Figlia di un medico (Alfredo) e di una casalinga (Ornella) esordisce all’età di 3 anni e mezzo cantando Il valzer del moscerino allo Zecchino d’Oro 1968; il brano si aggiudica il terzo posto. Dopo l’esperienza allo Zecchino d’Oro, rimane all’Antoniano come componente del Piccolo Coro fino al 1976, ma continuerà a frequentarlo per altri 5 anni accompagnando la sorella Clarissa nata 10 anni dopo di lei e anche lei diventata nel frattempo componente del coro. Nel 1981 incide la sigla della serie animata giapponese Pinocchio (brano scritto da Luciano Beretta e Augusto Martelli); in seguito ha dichiarato di essere stata chiamata a eseguirla da Giordano Bruno Martelli. Da lì il successo che ancora dura.

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