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Dic 13, 2018
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Ecco perché i gilet gialli mettono in gioco la credibilità dell’Europa

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Intervista a Ignazio Corrao, Efdd – Movimento 5 Stelle Europa, rilasciata a Huffington post
Si può parlare già di un effetto ‘gilèt gialli’ sulla trattativa tra il governo Conte e l’Europa sulla manovra economica?
Questo è un momento in cui la commissione europea si gioca la credibilità. Se Macron dovrà espandere la sua manovra economica e chiedere di sforare il limite del 3 per cento e la commissione gli porge la mano, a quel punto diventa ingiustificabile un atteggiamento rigido nei confronti dell’Italia.
La Francia però è a soqquadro, con un livello di radicalità e violenza che non si vedeva da tempo: non vi preoccupa?
Non abbiamo niente contro i francesi, il popolo francese: ben venga una manovra espansiva che possa aiutare un popolo che è nostro fratello. Però lo stesso tipo di atteggiamento ci aspettiamo di vederlo nei confronti dell’Italia. Anche se penso che la trattativa sia già su un canale di soluzione.
Vuol dire che secondo lei riuscirete a evitare la procedura di infr..

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Intervista a Ignazio Corrao, Efdd – Movimento 5 Stelle Europa, rilasciata a Huffington post

Si può parlare già di un effetto ‘gilèt gialli’ sulla trattativa tra il governo Conte e l’Europa sulla manovra economica?

Questo è un momento in cui la commissione europea si gioca la credibilità. Se Macron dovrà espandere la sua manovra economica e chiedere di sforare il limite del 3 per cento e la commissione gli porge la mano, a quel punto diventa ingiustificabile un atteggiamento rigido nei confronti dell’Italia.

La Francia però è a soqquadro, con un livello di radicalità e violenza che non si vedeva da tempo: non vi preoccupa?

Non abbiamo niente contro i francesi, il popolo francese: ben venga una manovra espansiva che possa aiutare un popolo che è nostro fratello. Però lo stesso tipo di atteggiamento ci aspettiamo di vederlo nei confronti dell’Italia. Anche se penso che la trattativa sia già su un canale di soluzione.

Vuol dire che secondo lei riuscirete a evitare la procedura di infrazione?

Siamo sul percorso di un accordo che eviti la procedura. Certo bisogna portarla avanti smussare gli angoli ma penso ci siano tutte le possibilità. Il fatto che la commissione dovrà portare avanti un ragionamento più complicato col governo francese, dovrebbe portarla a ripensare gli atteggiamenti troppo rigidi con noi. Il tutto sicuramente può avere degli effetti positivi.

Trovate delle affinità tra la protesta francese e il Movimento cinquestelle, a parte il colore dei gilet?

Per noi tutto è iniziato con il V-day del 2007-8, fu l’antefatto del Movimento cinquestelle: migliaia di persone che scendono in piazza. In quel momento Beppe era un personaggio noto che aveva fatto battaglie, ma da comico, e che riuscì a raggruppare delle persone in piazza sulla base di battaglie che erano sentite da molti e non potevano più essere lasciate fuori dalla politica.

Però nel vostro caso tutto iniziò con dei punti di riferimento alla leadership: da Grillo a Casaleggio.

Il V-day fu il momento in cui Beppe Grillo o meglio Gianroberto Casaleggio, che è stato quello che è riuscito a organizzare il M5s, capiscono che al di fuori della divisione tra tanti piccoli capi e capetti e partiti politici che avrebbero voluto capitalizzare quella protesta, si sarebbe potuto creare un soggetto nuovo e diverso che avrebbe dato voce a tutte queste persone che avevano bisogno di portare questa voce dentro le istituzioni. La cosa è riuscita meno in Spagna perché lì ha capitalizzato soprattutto Podemos: non c’era un personaggio così esterno alla politica e noto che potesse fungere da collettore. E infatti nelle ‘acampandas’ spagnole dopo la crisi economica, i collettori della protesta sono state persone che erano già vicine alla politica come Pablo Iglesias che veniva da partiti di sinistra e che ha rinnovato in qualche modo riuscendo a portare dentro persone che non sarebbero mai entrate in partiti di sinistra. Ma Iglesias ha riposizionato Podemos sempre verso quella direzione politica, tenendo fuori un mondo che all’interno di una catalogazione politica non è voluta andare.

Vi aspettate che nasca un Movimento cinquestelle francese? Magari vi aiuterebbe a trovare una ‘casa’ al Parlamento europeo dopo le elezioni…

Ora in Francia la vera grande domanda è questa: cosa ne sarà dei gilet gialli? Sono la dimostrazione che questa suddivisione tra partiti sovranisti di destra, da una parte, e, dall’altra, le forze di establishment, cioè i liberali, i popolari e i socialisti, che hanno governato l’Europa negli ultimi decenni, non assorbe tutto quello che si muove nella società.

In che senso?

La grande protesta dei gilet gialli dimostra che questi modelli non funzionano entrambi e sono fallimentari. La Francia è l’esempio migliore: anni fa Macron ha vinto con un ballottaggio contro Le Pen, questo era il racconto polarizzato. Ma ora né Le Pen, né Macron bastano per assorbire la protesta dei gilet gialli. Le Pen non è l’alternativa a Macron e Macron è il fallimento totale di quel tipo di proposta politica che mi sembra non abbia più chance di uscirne indenne, è un uomo politicamente finito. In Francia quindi c’è un vuoto politico enorme che dovrà essere colmato da qualcuno o qualcosa che non è né un partito centrista dell’establishment e non è nemmeno la Le Pen, né può esserlo Melenchon. Insomma non è né destra, né sinistra. Questo è molto interessante perché da qui secondo me nasce quello che può essere il futuro e il rilancio dell’Unione Europea.

Avete già sviluppato contatti con i gilet gialli?

In questo momento non sono canalizzati in una forza politica, impossibile avere un rappresentante che parli per tutti, ora parlano con tante teste. C’è da capire se riusciranno a organizzarsi con una via alternativa a quei due blocchi: il blocco estremista e quello centrista. Questo è molto interessante perché è quello che in Italia abbiamo fatto noi, alternativa diversa rispetto ai partiti dell’establishment Pd e Forza Italia e estremisti come la Lega.

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