Nov 30, 2018
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Manovra, Monti: “Bruxelles non è stata troppo severa. M5s-Lega vivevano in una bolla, ora è arrivato lo ‘Tsipras moment’”

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Movimento 5 stelle e Lega vivevano “in una bolla speculativa“. Ma adesso, dopo lo scontro con la Commissione europea – che “non è stata troppo severa” – “stiamo arrivando allo ‘Tsipras moment‘”, come in Europa chiamano la fase in cui un populista accetta di cambiare strada per salvare il proprio Paese. Questo è il Mario Monti pensiero sullo scontro tra Roma e Bruxelles sulla manovra, raccontato in una lunga intervista al Corriere della Sera. Così l’ex premier ha spiegato il motivo per cui mercoledì, da senatore, ha dato il suo voto di sostegno alla dichiarazione del ministro dell’Economia, Giovanni Tria, sul “parziale riorientamento della manovra”. Ora che la maggioranza si è potuta “confrontare con la realtà“, Monti ha voluto mandare un segnale di non di “accondiscendenza, ma di esigente disponibilità ad assecondare un ripensamento”.
“Non credo si possa dire che l’Europa sia stata troppo severa con l’Italia”, dice al Corriere l’ex premier Monti. “Né sono convinto che la Commissione v..

Movimento 5 stelle e Lega vivevano “in una bolla speculativa“. Ma adesso, dopo lo scontro con la Commissione europea – che “non è stata troppo severa” – “stiamo arrivando allo ‘Tsipras moment‘”, come in Europa chiamano la fase in cui un populista accetta di cambiare strada per salvare il proprio Paese. Questo è il Mario Monti pensiero sullo scontro tra Roma e Bruxelles sulla manovra, raccontato in una lunga intervista al Corriere della Sera. Così l’ex premier ha spiegato il motivo per cui mercoledì, da senatore, ha dato il suo voto di sostegno alla dichiarazione del ministro dell’Economia, Giovanni Tria, sul “parziale riorientamento della manovra”. Ora che la maggioranza si è potuta “confrontare con la realtà“, Monti ha voluto mandare un segnale di non di “accondiscendenza, ma di esigente disponibilità ad assecondare un ripensamento”.

“Non credo si possa dire che l’Europa sia stata troppo severa con l’Italia”, dice al Corriere l’ex premier Monti. “Né sono convinto che la Commissione veda di buon occhio un indebolimento” del nostro Paese. Monti è convinto che Cinquestelle e Lega “non avessero mai avuto momenti di confronto con la realtà oggettiva, con la realtà internazionale”. Quindi “vivevano nell’equivalente politico di una bolla speculativa” da cui, secondo il senatore, sono usciti dopo “l’impatto con la Commissione europea”, la prima “vera occasione di scoperta della realtà, per politici che avevano in testa solo una propria versione di essa tutta costruita per demonizzare il passato”.

Non solo l’impatto con Bruxelles, ma anche “la scoperta che fuori dall’Italia non si pensa affatto che dopo le Europee di maggio questa Europa sia morta“, secondo Monti ha contribuito a far cambiare rotta al governo. L’ex premier è infatti convinto che “stiamo arrivando allo ‘Tsipras moment'”, con la differenza che il ‘Salvini-Di Maio moment‘ è “più diluito nel tempo”. “Tsipras cambiò idea in pochi giorni – spiega Monti – perché capiva che i greci non volevano uscire dall’euro. In Italia invece Di Maio e Salvini, specialmente il secondo, hanno cercato di eccitare gli animi in chiave antieuropea praticamente dal primo giorno, fino alla settimana scorsa”. Ma Monti ribadisce che la maggioranza sta capendo “che la realtà è diversa da come la si immaginava. E che bisogna tenerne conto“.

Secondo l’analisi del senatore hanno pesato, soprattutto in chiave Carroccio, le preoccupazioni degli imprenditori del Nord“, dove “ha creato scontento l’incapacità della Lega di risolvere problemi creati dai 5 Stelle, per esempio sulle infrastrutture, e il mettersi contro l’Europa”. Non per questo, però, Monti ritiene che sia Matteo Salvini il più disponibile al compresso: “Ai miei occhi Salvini ha in sé due vene di pericolosità che i 5 Stelle non hanno: l’avversione all’Europa e una sorprendente capacità di impartire agli italiani un corso quotidiano di diseducazione civica. Non è poco”, ha spiegato a Federico Fubini sul Corsera.

Monti, tornando sullo scontro tra Roma e Bruxelles, ha sottolineato come la “Commissione Ue nel far rispettare il Patto di stabilità si è auto-inflitta un problema“, ricordando anche come Pierre Moscovici era “ministro dell’economia di Parigi in anni in cui la Francia è stato il Paese più pigro nelle politiche di risanamento”. “Come guardiano del Patto di stabilità ha voluto interpretare politicamente il ruolo della Commissione anche dove bisognerebbe cercare di essere più asettici“, lo ha criticato Monti. Poi però ha specificato che non ritiene le mosse di Bruxelles troppo severe e che ” se il governo propone di allargare l’irrealismo e l’irresponsabilità di bilancio, ciò giustifica che si cerchi di fermarlo”. Infine, la difesa dell’operato del suo governo di fronte alle critiche di chi oggi è maggioranza: “Non ammettono che gli italiani con le proprie forze hanno superato una crisi durissima. Ma questi partiti non potranno mai diventare un governo efficace se, una per una, non si modificheranno in loro queste convinzioni. Come dico, si sono imprigionati in una bolla che ha fatto perdere loro il contatto con la realtà”, conclude Monti.

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