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Nov 6, 2018
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Luca Parnasi, i verbali degli interrogatori: “Soldi a Eyu e PiùVoci? Era un modo per finanziare Pd e Lega”. Fondi anche a Fdi

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I finanziamenti alle fondazioni Eyu e PiùVoci per dare in realtà soldi al Pd e alla Lega. Ma anche fondi “in chiaro” a Fratelli d’Italia. E il rapporto sempre più stretto con Luca Lanzalone, l’avvocato di Genova che il sindaco di Livorno Filippo Nogarin ha presentato alla collega di partito Virginia Raggi. Fino ad accettare una proposta per un colloquio dall’assessore allo Sport del Campidoglio, Daniele Frongia, fedelissimo ed ex vicesindaco della prima cittadina di Roma. Una continua operazione di accreditamento che il costruttore romano Luca Parnasi, arrestato a giugno per l’inchiesta sul nuovo stadio della Capitale, ha spiegato per filo e per segno a uno dei magistrati che conduce l’indagine, il procuratore aggiunto Paolo Ielo. Oggi stralci dei verbali di quegli interrogatori sono diventati noti su vari quotidiani, Repubblica, Corriere, Messaggero dopo il deposito in tribunale. Anche per effetto delle dichiarazioni di Parnasi nel registro degli indagati sono finiti il tesoriere del ..

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I finanziamenti alle fondazioni Eyu e PiùVoci per dare in realtà soldi al Pd e alla Lega. Ma anche fondi “in chiaro” a Fratelli d’Italia. E il rapporto sempre più stretto con Luca Lanzalone, l’avvocato di Genova che il sindaco di Livorno Filippo Nogarin ha presentato alla collega di partito Virginia Raggi. Fino ad accettare una proposta per un colloquio dall’assessore allo Sport del Campidoglio, Daniele Frongia, fedelissimo ed ex vicesindaco della prima cittadina di Roma. Una continua operazione di accreditamento che il costruttore romano Luca Parnasi, arrestato a giugno per l’inchiesta sul nuovo stadio della Capitale, ha spiegato per filo e per segno a uno dei magistrati che conduce l’indagine, il procuratore aggiunto Paolo Ielo. Oggi stralci dei verbali di quegli interrogatori sono diventati noti su vari quotidiani, Repubblica, Corriere, Messaggero dopo il deposito in tribunale. Anche per effetto delle dichiarazioni di Parnasi nel registro degli indagati sono finiti il tesoriere del Pd Francesco Bonifazi e quello della Lega Giulio Centemero.

Il primo capitolo è quello sulla Fondazione Eyu, il cui presidente è Bonifazi, renziano, tesoriere del Partito Democratico. Parnasi racconta che il suo gruppo imprenditoriale ha sempre finanziato i dem attraverso canali ufficiali, un’operazione legittima. Ma nel caso di Eyu accade qualcosa al contrario: “Mi fu offerto uno studio, questo rapporto sulla casa, è un volume piuttosto corposo ovviamente per onestà intellettuale… – racconta – Io non avrei mai comprato questo volumotto sulla casa se non fosse stato al rapporto con il Pd”. La dazione di Parnasi è di 150mila euro, il “volumotto” è un centinaio di pagine. Millecinquecento euro a pagina. La sintesi dell’aggiunto Ielo, in una domanda, è questa: “Quindi lei ha pagato 150mila euro per 100 pagine… È un modo per far arrivare soldi al Pd, questo è il concetto?”. La risposta di Parnasi è: “Esattamente”.

Secondo capitolo, la Lega. Parnasi spiega che il sistema è lo stesso usato con il Pd: un modo per far arrivare soldi alla Lega. Si passa in questo caso dalla fondazione PiùVoci. Sul finanziamento “io ho parlato con entrambi”, dice Parnasi. Cioè Andrea Manzoni e Giulio Centemero, entrambi commercialisti ed entrambi membri del consiglio dell’associazione PiùVoci. Centemero è tesoriere e deputato del Carroccio. In un altro interrogatorio Parnasi aggiunge che con Manzoni concordò anche un finanziamento da 100mila euro per Radio Padania e altri 100mila per un’altra società, “ma questi soldi erano chiaramente destinati alla Lega”. D’altra parte, spiega il costruttore, finanziare PiùVoci “evidentemente mi avrebbe dato accesso a quello che era un po’ il mio proposito imprenditoriale, cioè di muovermi da Roma a Milano”. Così i candidati da sostenere sono a Roma Giorgia Meloni e a Milano Stefano Parisi. A Fratelli d’Italia finiscono 50mila euro pagati al tesoriere del partito dalla Pentapigna, una delle società del gruppo di Parnasi. Ma altri pagamenti, secondo gli elenchi dell’imprenditore, finiscono – tra gli altri – all’ex presidente del Lazio Renata Polverini, all’ex sottosegretario Francesco Maria Giro, all’ex consigliere regionale sempre in Lazio Luciano Ciocchetti (tutti di centrodestra).

Nei verbali, il costruttore parla anche del rapporto con Luca Lanzalone, descritto come una sorta di cavallo di troia per riuscire ad avere rapporti con i Cinque Stelle. L’ex presidente di Acea, spiega Parnasi, era assieme al suo studio “dei tramiti per poter, come dire, avere un accesso al Movimento Cinque Stelle, che non avrei avuto in alcun modo, per essere proprio precisi”. Ma, nel corso del tempo, aggiunge l’imprenditore, un rapporto inizia ad esserci anche con Daniele Frongia, assessore allo Sport della giunta Raggi. Da un lato, con lui, Parnasi parla fino a “una settimana prima dell’arresto” di un’idea “che avevo avuto di realizzare un potenziale impianto per il basket, presso la sede dell’ex Fiera di Roma“. Dall’altro, mette a verbale, in un incontro precedente nel quale si era discusso di “un progetto che stava facendo di Campo Testaccio e di un’idea Labaro”. In quell’occasione, spiega ancora Parnasi, Frongia “mi diede un curriculum, riporta Il Messaggero.

“Ricordo che successe presso l’ufficio del Campidoglio quando lo andai a trovare, mi parlò di questa ragazza, di cui non ricordo il nome, che però ho incontrato nel mio ufficio, gli ho fatto fare un colloquio anche con l’ingegnere che si occupa del personale…”. Poi, però, aggiunge, “non c’è stato nessun seguito”. Durante l’interrogatorio, l’imprenditore ha anche riferito di una discussione con Lanzalone, legata ai suoi interessi che spaziano da Ferrovie, la cui nomina dipende dal ministero dell’Economia, al settore delle comunicazioni e a Telecom. E l’ex consulente M5s gli dice: “Se tutto va bene, il viceministro lo farà la Castelli, Laura Castelli che è personale amica mia e quindi dobbiamo fare questo lavoro fatto bene, senno non ti conviene dare, devi alleggerire”.

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