Nov 30, 2018
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La Tv delle Ragazze stanche. Una satira vecchia per masse rincoglionite

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Stati generali dell’arroganza, tv delle ragazze stanche e avvizzite.
Non si capisce perché Rai3, fresca la riconferma del bravo direttore Coletta, abbia dedicato la prime serate del giovedì a un progetto stantio che si conferma concepito per l’ottuagenarietà del pubblico televisivo senza alcuna speranza di attrarre altre generazioni.
Il solito birignao di Serena Dandini che 30 anni fa strappava un sorriso e odorava di rivoluzione, oggi è insopportabilmente, disperatamente dedito alla difesa dell’ancien regime. No, anzi, peggio, al discredito a tutti i costi di chi – al governo – sta cercando, faticosamente, di cambiare le cose in Italia.
Nell’ultima delle quattro puntate del programma (quella che ho visto io) non c’è stato un solo sketch che non abbia avuto come target da colpire e affondare qualche politico del Movimento 5 Stelle o qualche iniziativa di governo messa in campo in questi sei mesi.
E’ vero, la satira è nata per colpire il potere e metterlo alla berlina, ma questo pro..

Ypsilon Black

Stati generali dell’arroganza, tv delle ragazze stanche e avvizzite.

Non si capisce perché Rai3, fresca la riconferma del bravo direttore Coletta, abbia dedicato la prime serate del giovedì a un progetto stantio che si conferma concepito per l’ottuagenarietà del pubblico televisivo senza alcuna speranza di attrarre altre generazioni.

Il solito birignao di Serena Dandini che 30 anni fa strappava un sorriso e odorava di rivoluzione, oggi è insopportabilmente, disperatamente dedito alla difesa dell’ancien regime. No, anzi, peggio, al discredito a tutti i costi di chi – al governo – sta cercando, faticosamente, di cambiare le cose in Italia.

Nell’ultima delle quattro puntate del programma (quella che ho visto io) non c’è stato un solo sketch che non abbia avuto come target da colpire e affondare qualche politico del Movimento 5 Stelle o qualche iniziativa di governo messa in campo in questi sei mesi.

E’ vero, la satira è nata per colpire il potere e metterlo alla berlina, ma questo programma rappresenta esattamente il contrario. E’ l’espressione del potere vecchio e logoro di partiti ormai terminati dagli elettori che non ne vogliono però sapere di essere disarcionati e perciò buttano in campo tutti i loro vecchi campioni.

Sono suonati e noiosi ma i vecchi davanti agli schermi tv ormai non se ne accorgono più. A loro basta essere intrattenuti con qualcosa di solidamente noto, confortevole, apparentemente rivoluzionario per sentirsi ancora vivi, protagonisti di una stagione che li ha sorpassati da anni.

Monologhi sul cancro o decaloghi del sessismo cercano di nobilitare un programma che sa di canfora e antitarme ma sono anche questi rappresentazioni del peggiore conformismo buonista televisivo.

In mezzo alla banalità delle battutacce antigovernative e dei cliché stantii, a salvarsi – come al solito – è soltanto Corrado Guzzanti, da sempre impegnato a rappresentare la miseria di tipi e situazioni umane, non certo nella critica politica ed è questa forse la satira più politica che si possa fare.

Naturalmente, la mia è una voce fuori dal coro, ché il peana di tutti i giornali, giornaloni e giornaletti online glorifica il ‘grande ritorno’ delle ragazze allineate dietro la pedante Dandini.

Anche questo è il segno che il processo di rincoglionimento delle masse continua e la Rai è ancora e sempre il suo profeta.

L'articolo La Tv delle Ragazze stanche. Una satira vecchia per masse rincoglionite proviene da Il Fatto Quotidiano.

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