Nov 7, 2018
414 Views

Decreto sicurezza, la fiducia al Senato. M5s: “Il governo gode di buonissima salute”. I dissidenti non parteciperanno

Written by

E’ cominciato al Senato lo scrutinio del voto di fiducia richiesto dal governo Conte sul decreto Sicurezza e immigrazione che porta la firma del vicepresidente del Consiglio e ministro dell’Interno Matteo Salvini, che per l’occasione si è presentato in Aula. Un provvedimento su cui non è in dubbio l’esito della votazione, come si è potuto capire anche dagli interventi dei due capigruppo di maggioranza, Massimiliano Romeo della Lega e Stefano Patuanelli del M5s. Entrambi hanno rinnovato la fiducia di ciascun gruppo nei confronti dell’altro e il sostegno totale al governo, nonostante la rissa in maggioranza e nel governo che da giorni si consuma non solo sulle questioni della giustizia (come la prescrizione), ma anche procedure apparentemente più banali come il siluramento del presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana Roberto Battiston. “La maggioranza e il governo godono di buonissima salute – fa training autogeno Patuanelli – per questo voteremo convintamente a favore di questo provved..

Pubblicità

E’ cominciato al Senato lo scrutinio del voto di fiducia richiesto dal governo Conte sul decreto Sicurezza e immigrazione che porta la firma del vicepresidente del Consiglio e ministro dell’Interno Matteo Salvini, che per l’occasione si è presentato in Aula. Un provvedimento su cui non è in dubbio l’esito della votazione, come si è potuto capire anche dagli interventi dei due capigruppo di maggioranza, Massimiliano Romeo della Lega e Stefano Patuanelli del M5s. Entrambi hanno rinnovato la fiducia di ciascun gruppo nei confronti dell’altro e il sostegno totale al governo, nonostante la rissa in maggioranza e nel governo che da giorni si consuma non solo sulle questioni della giustizia (come la prescrizione), ma anche procedure apparentemente più banali come il siluramento del presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana Roberto Battiston. “La maggioranza e il governo godono di buonissima salute – fa training autogeno Patuanelli – per questo voteremo convintamente a favore di questo provvedimento”. “Molte cose abbiamo in programma di fare nei prossimi 4 anni e mezzo di legislatura – aggiunge – Questo governo e questa maggioranza devono dimostrare di saper far meglio di chi ci ha preceduto”. Un mantra che poco prima era stato scandito anche dal collega leghista Romeo: “Non ce la farete a rompere il collante Lega-Movimento 5 Stelle”.

Il giorno dei dissidenti. De Falco: “Gravi lesioni alla sicurezza”
E’, tuttavia, anche il giorno in cui per la prima volta la maggioranza perde qualche pezzo, anche se apparentemente una tantum. Dopo la fine delle dichiarazioni di voto dei gruppi parlamentari (in ordine crescente di dimensioni dei raggruppamenti, come per prassi) sono intervenuti uno dopo l’altro i cosiddetti “dissidenti”, si potrebbe dire l’ala sinistra del M5s al Senato. Non parteciperanno al voto Gregorio De Falco, l’ufficiale in aspettativa della Guardia Costiera, Elena Fattori (la più nota tra le avversarie alle primarie-plebiscito che incoronarono Di Maio candidato-premier) e Paola Nugnes, da sempre definita come vicinissima al presidente della Camera Roberto Fico. De Falco ha parlato di “gravi lesioni all’ordine giuridico e alla sicurezza dei cittadini” provocata dal decreto Salvini: “Migliorare il decreto – ha sottolineato – era un preciso dovere al quale il capo dello Stato ci aveva chiamato”. Peraltro, ha spiegato, “continuo a sostenere il governo nella sua azione generale, per i suoi programmi. Le mie aspettative sono immutate. Ma annuncio che non parteciperò al voto e uscirò dall’Aula”.

Proprio a De Falco si era rivolto poco prima Maurizio Gasparri: “Ognuno risalga a bordo delle proprie coalizioni per fare politiche omogenee e serie. Perché io, senatore De Falco, ho l’impressione che lì il dissidente non sia lei, ma siano forse gli altri che si dimenticano i vostri programmi iniziali per fare il compromesso in cui uno annacqua un po’ di cose, l’altro ne annacqua un altro po’”. Per la Fattori legiferare così, per giunta con un decreto, significa ridurre tutto a uno “spot elettorale“: nel merito, prosegue, “è anche peggio. Non si garantisce sicurezza ma si fa l’opposto”. Con questo decreto “si andranno a creare forti tensioni nelle periferie” e si “fornirà personale da sfruttare per lo spaccio della droga e per il caporalato. Questo testo prevede il contrario di quello che era il programma del M5s”. La Nugnes ribadisce che “questo decreto non farà diminuire il flusso di migranti e non migliorerà la sicurezza. Ci saranno 120mila irregolari in più. Non spariranno per decreto queste persone non integrate”.

Fratelli d’Italia “collaborativi”, si astengono
Fatta salva la tensione continua in maggioranza, nessuna sospresa è arrivata dalle dichiarazioni di voto. Voteranno contro le opposizioni di centrosinistra, cioè Pd, Liberi e Uguali e Autonomie. Diverso il comportamento dei gruppi di minoranza di centrodestra: Forza Italia non partecipa al voto, mentre i Fratelli d’Italia si asterranno. Un comportamento “collaborativo” quello dei tricolori che rassicura il governo anche sotto l’aspetto dei numeri in Aula. Il partito di Giorgia Meloni peraltro si astiene solo per il fatto che non sono stati accolti – in un provvedimento che apprezza – gli emendamenti presentati durante l’iter in commissione e in Aula. In particolare – come ha spiegato Ignazio La Russa in un finto intervento in dissenso a fine seduta che ha fatto arrabbiare la presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati – un emendamento che rianimava Strade sicure, cioè il pattugliamento delle strade anche da parte dell’esercito, una misura decisa dall’ultimo governo Berlusconi in cui La Russa era naturalmente ministro. Insomma, per La Russa, questo decreto è stato il frutto di un “compromesso al ribasso”.

Il Pd vota no ma sdogana il dizionario leghista: “Più clandestini”
Contrario il Pd. A nome del gruppo Dario Parrini, renziano, ha definito il decreto “pericoloso, insufficiente, illiberale e in più parti palesemente in contrasto con la nostra Costituzione”. Secondo Parrini “aumenterà insicurezza e illegalità” e la “conseguenza certa – prosegue sarà l’aumento della presenza di immigrati irregolari in Italia”. “Questo decreto – sottolinea – non merita di chiamarsi decreto Sicurezza ma è un decreto clandestinità“. E qui si apre una questione non da poco sul linguaggio del Partito democratico che ha usato la parola “clandestino” (utilizzata solitamente dalla Lega) non solo oralmente, ma anche per iscritto, stampigliato sulle t-shirt che alcuni senatori democratici hanno esibito in Aula. Tra questi anche Andrea Marcucci, anche lui renziano: “Questo decreto è una presa in giro a danni di tutta la comunità nazionale, creando una massa enorme di clandestini”. Arrivando davanti alle telecamere, assieme ad altri colleghi Pd, Marcucci ha anche esibito un cartello “Meno sicurezza, più clandestini” e appunto le magliette bianche con scritto: “Decreto Salvini, più clandestini“.

Grasso: “Sulla lotta alla mafia passi indietro”
Più netta la posizione di Liberi e Uguali: “Voi – afferma in Aula Loredana De Petris, la capogruppo – con l’eliminazione della protezione umanitaria, con la riduzione del sistema di accoglienza, con l’induzione alla irregolarità e clandestinità non produrrete più legalità, state spingendo migliaia di persone verso un limbo di illegalità”. E anche sulla lotta alla mafia – su cui oggi i leghisti pongono l’accento – Piero Grasso fa notare che “si fanno passi indietro: lo scandalo, ad esempio, non è la vendita dei beni confiscati ma che il ricavato non sia interamente destinato a progetti di utilità sociale”.

Fonte articolo

Article Categories:
PHM

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:

Su questo sito utilizziamo strumenti nostri o di terze parti che memorizzano piccoli file (cookie) sul tuo dispositivo. I cookie sono normalmente usati per permettere al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare statistiche di uso/navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare opportunamente i nostri servizi/prodotti (cookie di profilazione). Possiamo usare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti ad offrirti una esperienza migliore con noi. Cookie policy