Ott 13, 2018
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Verona, “Aborto libero e garantito”: in migliaia in piazza per difendere la legge 194. Sostegno anche da Milano

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In migliaia sono scese in piazza a Verona per difendere un loro diritto. Quello di abortire, previsto dalla legge 194. Al grido di “il corpo è mio, decido io” e “fuori gli obiettori dagli ospedali”, le attiviste di “Non una di meno” hanno manifestato dopo la contestata mozione 434 sull’aborto, votata in consiglio comunale, anche dalla capogruppo del Pd.
Il corteo è partito dalla stazione Porta Nuova e si è mosso per le strade della città fino ad arrivare a Santa Toscana. “L’attacco delle destre sull’aborto troverà la maggioranza degli italiani pronti a rispondere: da parte nostra non ci sarà nessun arretramento. Anzi, dovrà essere il laboratorio dell’oscurantismo degli amici del ministro Fontana a fare dei passi indietro e avviare politiche per il pieno rispetto della legge”, ha detto Giuseppe Civati, fondatore di Possibile, che ha preso parte alla manifestazione. “L’azione di contrasto a queste politiche – ha aggiunto – passa certamente nelle piazze, ma anche nei singoli consigli com..

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In migliaia sono scese in piazza a Verona per difendere un loro diritto. Quello di abortire, previsto dalla legge 194. Al grido di “il corpo è mio, decido io” e “fuori gli obiettori dagli ospedali”, le attiviste di “Non una di meno” hanno manifestato dopo la contestata mozione 434 sull’aborto, votata in consiglio comunale, anche dalla capogruppo del Pd.

Il corteo è partito dalla stazione Porta Nuova e si è mosso per le strade della città fino ad arrivare a Santa Toscana. “L’attacco delle destre sull’aborto troverà la maggioranza degli italiani pronti a rispondere: da parte nostra non ci sarà nessun arretramento. Anzi, dovrà essere il laboratorio dell’oscurantismo degli amici del ministro Fontana a fare dei passi indietro e avviare politiche per il pieno rispetto della legge”, ha detto Giuseppe Civati, fondatore di Possibile, che ha preso parte alla manifestazione. “L’azione di contrasto a queste politiche – ha aggiunto – passa certamente nelle piazze, ma anche nei singoli consigli comunali”.

“Ogni anno 50mila donne muoiono a causa di un aborto illegale e quindi non sicuro: i sicari sono gli obiettori e i mandanti Stato e Chiesa”, avevano dichiarato le partecipanti di “Non una di meno” in una nota. Ad anticipare ‘Molto più di 194’ anche un flash mob, organizzato sempre dal gruppo che da anni sostiene i diritti delle donne, alla stazione Cadorna di Milano. Nel capoluogo lombardo le femministe hanno sventolato striscioni, urlando al microfono lo slogan: “Aborto libero, sicuro e garantito”. Le attiviste hanno inoltre tappezzato la stazione con manifesti che ritraggono un feto con la faccia di Matteo Salvini, accompagnato dalla scritta “il tuo cervello, a 2.346 settimane, è sviluppato solo per discriminare donne e non italiani”.

Nel pomeriggio, sempre a piazzale Cardorna, sono arrivati gli esponenti di Forza Nuova e delle associazioni cattoliche, riuniti nel Comitato NO194 per chiedere un referendum abrogativo della legge sull’aborto. Alla manifestazione, che inizialmente doveva essere un corteo poi vietato dalle forze dell’ordine, hanno partecipato meno di un centinaio di persone. In piazza c’era anche il segretario nazionale di Forza Nuova, Roberto Fiore. “Per la prima volta viene vietato un corteo che si tiene da anni, questo sistema dimostra che c’è paura”, ha detto Fiore. “Da questo governo – ha aggiunto – che alcuni chiamano fascista ma a cui manca ancora molto per esserlo mi aspetto proposte di legge e fondi a sostegno della famiglia e per contrastare il calo delle nascite”.

Foto dalla pagina Facebook di “Non una di meno”

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