Ott 24, 2018
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Trani, dirigenti di American Express assolti dall’accusa di truffa e usura

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I vertici di American Express sono stati assolti dal Tribunale di Trani dalle accuse di truffa e usura ‘perché il fatto non sussiste’. Cinque ex dirigenti erano accusati di aver danneggiato i cittadini della provincia di Barletta Andria Trani, in relazione all’elargizione di prestiti attraverso il rilascio di carte di credito del tipo revolving.
Secondo l’accusa, rappresentata dal pm Michele Ruggiero, sui prestiti realizzati attraverso la Gold Credit Card American Express, venivano applicati tassi di mora usurari. Il Tribunale ha assolto Daniele Di Febo e Melissa Peretti, in qualità di dirigenti, all’epoca dei fatti, dell’area prodotti carte e area compliance di American Express, e gli allora manager della società Giglio Del Borgo, Massimo Quarra e Francesco Fontana.
L’inchiesta era stata avviata nel 2008 dopo la denuncia di un cittadino molfettese che, a fronte di un prestito di 2.600 euro, non avendo pagato una rata di 129,43 euro, si era visto recapitare una richiesta di 686,54 eu..

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I vertici di American Express sono stati assolti dal Tribunale di Trani dalle accuse di truffa e usura ‘perché il fatto non sussiste’. Cinque ex dirigenti erano accusati di aver danneggiato i cittadini della provincia di Barletta Andria Trani, in relazione all’elargizione di prestiti attraverso il rilascio di carte di credito del tipo revolving.

Secondo l’accusa, rappresentata dal pm Michele Ruggiero, sui prestiti realizzati attraverso la Gold Credit Card American Express, venivano applicati tassi di mora usurari. Il Tribunale ha assolto Daniele Di Febo e Melissa Peretti, in qualità di dirigenti, all’epoca dei fatti, dell’area prodotti carte e area compliance di American Express, e gli allora manager della società Giglio Del Borgo, Massimo Quarra e Francesco Fontana.

L’inchiesta era stata avviata nel 2008 dopo la denuncia di un cittadino molfettese che, a fronte di un prestito di 2.600 euro, non avendo pagato una rata di 129,43 euro, si era visto recapitare una richiesta di 686,54 euro. Quest’ultima richiesta di pagamento era superiore di 5 volte la rata non pagata e calcolata ad un tasso di interesse di mora ritenuto dal pm Ruggiero (ora alla Procura di Bari) superiore alla soglia fissata dalla legge antiusura. Secondo l’accusa, i cinque imputati avevano piazzato sul mercato le carte revolving facendo sottoscrivere a clienti contratti con clausole poco chiare sugli interessi di mora.

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