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Ott 26, 2018
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Morti sul lavoro, 834 vittime tra gennaio a settembre: aumento dell’8,5% rispetto al 2017 nonostante meno incidenti

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Sessantacinque morti in più nei primi 9 mesi del 2018 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In Italia si registrano meno infortuni sul lavoro, ma aumentano le vittime: è la fotografia scattata dall’Inail sulla base delle denunce presentate all’Istituto. Da gennaio a settembre sono state 834 le persone che hanno perso la vita sul posto di lavoro, l’8,5% in più rispetto alle 769 del 2017.
“L’aumento – rileva l’Inail – è dovuto soprattutto all’elevato numero di decessi avvenuti lo scorso mese di agosto rispetto all’agosto 2017 (109 contro 65), alcuni dei quali causati da incidenti ‘plurimi’, ovvero quelli che causano contemporaneamente la morte di due o più lavoratori”. Solo il 21 agosto, ad esempio, si registrarono 4 morti e un ferito grave in altrettanti incidenti da Vibo Valentia ad Arezzo.
L’analisi territoriale fatta dall’Inail evidenzia una sostanziale stabilità delle denunce di infortunio sul lavoro nel Nord-Ovest, una diminuzione al Centro (-2,0%), al Sud (-0,5%) e ..

Sessantacinque morti in più nei primi 9 mesi del 2018 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In Italia si registrano meno infortuni sul lavoro, ma aumentano le vittime: è la fotografia scattata dall’Inail sulla base delle denunce presentate all’Istituto. Da gennaio a settembre sono state 834 le persone che hanno perso la vita sul posto di lavoro, l’8,5% in più rispetto alle 769 del 2017.

“L’aumento – rileva l’Inail – è dovuto soprattutto all’elevato numero di decessi avvenuti lo scorso mese di agosto rispetto all’agosto 2017 (109 contro 65), alcuni dei quali causati da incidenti ‘plurimi’, ovvero quelli che causano contemporaneamente la morte di due o più lavoratori”. Solo il 21 agosto, ad esempio, si registrarono 4 morti e un ferito grave in altrettanti incidenti da Vibo Valentia ad Arezzo.

L’analisi territoriale fatta dall’Inail evidenzia una sostanziale stabilità delle denunce di infortunio sul lavoro nel Nord-Ovest, una diminuzione al Centro (-2,0%), al Sud (-0,5%) e nelle Isole (-3,1%), e un lieve aumento nel Nord-Est (+0,4%). Tra le regioni con i maggiori decrementi percentuali si segnalano la Provincia autonoma di Trento (-9,2%), la Valle d’Aosta (-5,0%) e l’Abruzzo (-4,1%), mentre gli incrementi maggiori sono quelli rilevati in Friuli Venezia Giulia (+4,1%), nella Provincia autonoma di Bolzano (+4,0%) e in Molise (+2,4%). La diminuzione generale dello 0,4% delle denunce registrata nei primi nove mesi del 2018, legata principalmente alla componente femminile, ha interessato sia lavoratori italiani che comunitari mentre per quelli extracomunitari si è registrato un aumento dell’8%.

Per quanto riguarda infine le denunce di patologie professionali, l’Inail rileva che “dopo la diminuzione registrata nel corso di tutto il 2017, in controtendenza rispetto al costante aumento degli anni precedenti, nei primi nove mesi di quest’anno le denunce di malattia professionale sono tornate ad aumentare, anche se a un ritmo sempre più decrescente nelle diverse rilevazioni mensili”. L’incremento ha interessato in particolare l’agricoltura (+5,2%) e l’industria e servizi (+1,0%), mentre nel ‘Conto Stato’ c’è stata una diminuzione del 2,8%. A livello territoriale, l’incremento maggiore c’è stato al Centro (+809 casi) e al Sud (+385 casi), mentre sono diminuiti i casi al Nord-Est (-233) e nelle Isole (-310).

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Il fatto quotidiano
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