Ott 20, 2018
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Italia 5 stelle, Di Maio: “Il sistema è vivo e lotta contro di noi e prova a impadronirsi dello Stato ogni giorno”

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“Non perché siamo al governo abbiamo vinto”, ha detto Luigi Di Maio nel suo discorso di chiusura dal palco di Italia 5 stelle. “Il sistema è vivo e lotta contro di noi e prova a impadronirsi dello Stato ogni giorno. E noi dobbiamo impedirglielo comportandoci bene”. E ha continuato: “Io più vedo tutti questi attacchi più sono motivato ad andare avanti. Quando li vedete che cominciano ad adularci allora c’è qualcosa che non va. I giornali ci attaccano ogni giorno, è libertà di stampa, nel senso che sono liberi a scrivere ciò che vogliono e c’è un motivo: non si può dimostrare che questo Paese può essere governato in maniera differente”.
Di Maio ha esordito dicendo che “nessuno si è montato la testa” dentro il Movimento 5 stelle: “Quando torno al mio Paese e mi chiedono ‘ora che sei due volte ministro e vicepremier, come ti dobbiamo chiamare?’ Io dico ‘Luigi… se un giorno chiederò di essere chiamato ministro, prendimi a calci nel sedere'”.
Il vicepremier 5 stelle ha poi illustrato ..

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“Non perché siamo al governo abbiamo vinto”, ha detto Luigi Di Maio nel suo discorso di chiusura dal palco di Italia 5 stelle. “Il sistema è vivo e lotta contro di noi e prova a impadronirsi dello Stato ogni giorno. E noi dobbiamo impedirglielo comportandoci bene”. E ha continuato: “Io più vedo tutti questi attacchi più sono motivato ad andare avanti. Quando li vedete che cominciano ad adularci allora c’è qualcosa che non va. I giornali ci attaccano ogni giorno, è libertà di stampa, nel senso che sono liberi a scrivere ciò che vogliono e c’è un motivo: non si può dimostrare che questo Paese può essere governato in maniera differente”.

Di Maio ha esordito dicendo che “nessuno si è montato la testa” dentro il Movimento 5 stelle: “Quando torno al mio Paese e mi chiedono ‘ora che sei due volte ministro e vicepremier, come ti dobbiamo chiamare?’ Io dico ‘Luigi… se un giorno chiederò di essere chiamato ministro, prendimi a calci nel sedere'”.

Il vicepremier 5 stelle ha poi illustrato i venti punti del programma di cui 10, ha detto, sono già stati realizzati. “Noi siamo i dipendenti dei cittadini italiani. Voi me l’avete firmato e io sono tenuto a realizzarlo”. E ancora: “Smettiamola di parlare con i dati e cominciamo a parlare con quello che sente la gente. La sfida non è tenere le carte a posto, la vera sfida è che cambi la vostra vita. E che voi possiate dire: oggi sto un po’ meglio”. Quindi con le slide proiettate sui maxi schermi, ha di nuovo illustrato il decreto dignità.

Il leader 5 stelle ha anche rivendicato la sua battaglia più importante: “Il reddito di cittadinanza”: “Sono contento che nei primi tre mesi del prossimo anno parte il reddito di cittadinanza. Tutti i ragazzi che stanno in un letto di depressione, ce li andiamo a riprendere con un centro per l’impiego rifondato. Gli ridiamo la mano. Gli diciamo, vieni con me. Gli diciamo per cosa si possono formare e facciamo delle offerte. E’ la più grande misura non assistenzialistica che ci possa essere in un Paese. Con il reddito di cittadinanza noi facciamo una grande azione. Non ci sarà più nessuno che sfrutterà i nostri figli dandogli un reddito più basso di quello di cittadinanza. E’ un’operazione culturale”.

Quindi su Italia 5 stelle: “Il Movimento cambia”, ha detto elencando le gigantografie di Grillo e Di Battista. “Io ho preso il testimone per un po’ di tempo, poi lo prenderà qualcun altro. Ma non possiamo illuderci che il Movimento resti sempre lo stesso anche se dobbiamo ricordarci chi siamo. L’importante è che restiamo consapevoli dei nostri valori”.

Quindi ha chiuso leggendo la sua lettera al Movimento 5 stelle: “Da quando i cittadini hanno iniziato a occuparsi della politica in Italia è cambiato tutto. Ricordate voi come eravamo ora nel 2009 e come siamo oggi. Siamo cambiati e dobbiamo essere consapevoli e orgogliosi. Nel 2009 accoglievo Beppe a Pomigliano D’Arco. Qualche mese fa abbracciavo Roberto Fico dopo l’elezione da presidente della Camera, e poi firmavo davanti a Mattarella per diventare vicepremier”. Ha anche ringraziato Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. “Hanno nutrito il Movimento come ogni mamma fa con i propri figli. Hanno educato il Movimento a tutti i suoi valori più alti. Quel bambino creato con amore è entrato in Parlamento da adolescente”. “In soli quattro mesi il Movimento è riuscito a realizzare quello che rivendicava da piccolo. Il Movimento è cresciuto talmente tanto che se lo guardate adesso quasi non lo riconoscete più”. “Ma la nostra anima è sempre la stessa, è la voce che ascoltiamo, è il metro di giudizio per sapere se quello che facciamo è giusto o no. Il nostro cuore è rappresentato da Rousseau. Possono dirci populisti, possono insultarci nei loro giornali, ma noi andiamo avanti”. “Davanti alla frantumazione sociale abbiamo dovuto attuare misure di emergenza, quelle che abbiamo deciso insieme prima della campagna elettorale. Un unico cuore che batte. E quando avremo rimesso in piedi l’Italia dovremo ricostruire un nuovo Stato, fondato sull’intelligenza collettiva e non sull’incompetenza individuale. Uno Stato dove le decisioni si prendono insieme. Finché il nostro cuore continuerà a battere, potremo andare avanti. Questa è la nostra storia di cui essere orgogliosi e consapevoli tutti. Forza e non molliamo mai”.

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