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Set 7, 2018
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Weekend discografico. In streaming gli album di Spiritualized, Paul McCartney, Paul Simon, Soft Machine e altri

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NB: salvo quando diversamente indicato, trovate l’ascolto Spotify di ogni disco citato nella relativa pagina album. Potete inoltre consultare gli editoriali pubblicati finora. Attualmente abbiamo quelli del 31 agosto, 27 luglio, 20 luglio, 13 luglio, 6 luglio, 29 giugno, 22 giugno, 15 giugno, 8 giugno, 1 giugno, 25 maggio, 18 maggio, 11 maggio, 4 maggio, 27 aprile, 20 aprile, 13 aprile, 6 aprile, 30 marzo, 23 marzo, 16 marzo, 9 marzo, 2 marzo, 23 febbraio, 16 febbraio, 9 febbraio, 2 febbraio, 26 gennaio, 19 gennaio e del 12 gennaio.
Lo scorso weekend eravamo tornati a parlarvi estensivamente delle uscite settimanali, ripercorrendo anche il meglio di ciò che era accaduto discograficamente durante l’estate: per il “riassuntone” vi rimandiamo dunque al post dedicato, in cui tra le altre cose vi raccontavamo delle buone prove di Idles, Mitski, Eminem, Anna Calvi e altri ancora. Neppure agosto è stato un mese parco di pubblicazioni interessanti, anche se come sempre è quello il mese in cui..

Ypsilon Black

NB: salvo quando diversamente indicato, trovate l’ascolto Spotify di ogni disco citato nella relativa pagina album. Potete inoltre consultare gli editoriali pubblicati finora. Attualmente abbiamo quelli del 31 agosto, 27 luglio, 20 luglio, 13 luglio, 6 luglio, 29 giugno, 22 giugno, 15 giugno, 8 giugno, 1 giugno, 25 maggio, 18 maggio, 11 maggio, 4 maggio, 27 aprile, 20 aprile, 13 aprile, 6 aprile, 30 marzo, 23 marzo, 16 marzo, 9 marzo, 2 marzo, 23 febbraio, 16 febbraio, 9 febbraio, 2 febbraio, 26 gennaio, 19 gennaio e del 12 gennaio.

Lo scorso weekend eravamo tornati a parlarvi estensivamente delle uscite settimanali, ripercorrendo anche il meglio di ciò che era accaduto discograficamente durante l’estate: per il “riassuntone” vi rimandiamo dunque al post dedicato, in cui tra le altre cose vi raccontavamo delle buone prove di Idles, Mitski, Eminem, Anna Calvi e altri ancora. Neppure agosto è stato un mese parco di pubblicazioni interessanti, anche se come sempre è quello il mese in cui si crea il maggiore scollamento tra l’Italia in vacanza e il resto del mondo che continua a macinare e sfornare. A dimostrazione che anche il mercato italiano si è destato, questo fine settimana escono i singoli di Subsonica (Bottiglie Rotte) e TheGiornalisti (New York) estratti rispettivamente dagli album 8 e Love. Ed esce pure 68, l’album dell’Ernia per il quale Roncoroni su queste colonne ha già speso belle parole. In pratica, parliamo di una proposta a base di rap intelligente ma non erudito, personalissimo ma meno tranchant e radicale di quello di un Tedua.

Questo è comunque un weekend segnato dal ritorno di grandi vecchi della cosiddetta musica popular. C’è un Paul McCartney in gran spolvero armato del songwriting che ben conosciamo (quel misto di pop, vaudeville e novelty song) su arrangiamenti eclettici che aprono una porta anche a del radiofonico folk contemporaneo (Egypt Station); c’è Paul Simon con un disco di rivisitazioni di brani non scontati del suo repertorio (In The Blue Light, recensito da Marco Boscolo); c’è persino Jerry Williams jr., meglio noto come Swamp Dogg, leggenda della musica americana in attività dall’alba degli anni ’70, con un disco perso in uno spazio-tempo tutto suo tra blues/southern/soul d’antan e elettronica/auto-tune contemporanei. Justin Vernon avvalla con un feat. un progetto che sulla carta sembrava un po’ tirato per i capelli e invece… (Love, Loss, And Auto-Tune).

Sempre a proposito di tradizioni a stelle e strisce, questo è il fine settimana dove Lenny Kravitz ce ne darà la sua versione aggiornata, con una miscela che come al solito è a base di funk, blues e soul (Raise Vibration). Non ci aspettiamo granché dal suo r’n’r prêt-à-porter, e poi in famiglia di questi tempi è più interessante sfogliare il profilo Instagram della figlia Zoë Kravitz. Più che altro ci interessa capire che direzione abbiano preso i redivivi Soft Machine di John Etheridge, capostipiti della scena di Canterbury tra i ’60 e ’70 e in seguito band (prog) (free) jazz rock che ha visto vari cambi di formazione e leadership. In quest’ultima prova la formazione ha dichiarato di farsi deliberatamente influenzare dal passato, ma di non appiattirsi su di esso (Hidden Details). Il magazine britannico WIRE ne è rimasto ben impressionato, sentiremo cosa ci dirà in merito Massimo Padalino.

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Peccato che la release del ritorno in pompa magna di Nile Rodgers con gli Chic (It’s About Time) sia stata rimandata a fine mese, ma questo va a tutto vantaggio del tempo da dedicare ad altre importanti uscite. Non dimentichiamoci che questo è il weekend che segna il ritorno di un mito vivente della psichedelia tutta. Godiamoci dunque And Nothing Hurt, ottavo album di Jason Pierce a nome Spiritualized, anche perché, per sua stessa ammissione, potrebbe essere l’ultimo visto l’enorme stress che ha comportato la sua realizzazione. A un primo ascolto il disco pare un poco soffrire del maniacale perfezionismo, nei dettagli e nelle orchestrazioni (davvero squisite peraltro), con il quale è stato confezionato. Meglio di me in questa sede dirà presto Tommaso Iannini in recensione.

Anche sul versante elettronico succedono cose molto interessanti. Ieri a sorpresa è uscito via Warp l’ottimo album di Yves Tumor Safe In The Hands Of Love, di cui vi abbiamo già detto nella pagina dedicata. La autoproclamata formazione avant-EDM Amnesia Scanner sforna il primo disco lungo (Another Life), che a differenza dei precedenti lavori sulla breve e media distanza si concentrerà maggiormente sull’uso della voce. Sempre a un primo ascolto pare che il duo finnico di stanza a Berlino abbia voluto esplorare le musiche che Oneohtrix Point Never indagò nel suo Garden Of Delete. L’altra sorpresa arriva dalla turca Ipek Gorgun, il suo disco è tra i nostri TOP ALBUM, e parliamo di una ambient elettronica in HD con rimandi ai nastri di Pauline Oliveros ma anche al noise elettronico di Carlos Giffoni (Ecce Homo, recensito da Nicolò Arpinati).

Spostandoci sui ritmi torna Brandon Coleman. Il Professor Boogie (come viene introdotto sul palco dall’amico Kamasi Washington) suona come un incrocio tra la sensibilità più delicata e suadente di Thundercat e la passione per il funk più elettrico di Dorian Concept (Resistance, recensito da Nicolò Arpinati). Niente male, come un ascolto è il caso di darlo anche a Oliver Coates su RVNG Intl (Shelley’s On Zenn-La, recensito da Elena Raugei), violoncellista e compositore paragonabile per tanti versi a Arthur Russell (a inizio 2017 Coates ha peraltro contribuito, nelle fila della London Contemporary Orchestra, all’esecuzione nel Regno Unito della sua opera orchestrale del 1983 Tower Of Meaning, ristampata nel 2016). Completa il giro delle uscite elettroniche e derivati il nuovo disco di iTAL tEK, che è un affare decisamente bladerunneriano (Bodied).

Questo WE sono usciti inoltre: un nuovo EP della songwriter Waxahatchee (Great Thunder); e uno del duo house Souldynamic (Mizar), From The Archive Volume 2, che è una seconda raccolta di rarità curata per BBE da Volcov, nome d’arte del producer italiano Enrico Crivellaro, boss dell’etichetta Neroli; un settimo disco degli ADULT. (This Behavior); Burn Slow, l’album di debutto del producer techno tedesco Chris Liebing con una bella sfilza di ospiti (Gary Numan, Polly Scattergood, Miles Cooper Seaton, Cold Cave e Aleen).

7 settembre 2018 di Edoardo BriddaFonte articolo

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