Set 26, 2018
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Terry Gilliam e il suo Don Chisciotte: «Racconto la guerra tra realtà e fantasia»

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«La ragione per cui ho continuato a incaponirmi con questo film è perché tutte le persone ragionevoli mi dicevano di smetterla. E io non mi ritengo affatto una persona ragionevole». Così Terry Gilliam giustifica gli oltre trent’anni che ci sono voluti per realizzare L’uomo che uccise Don Chisciotte, progetto di una vita che finalmente vede la luce e che uscirà nelle sale italiane domani, 27 settembre. Lo scorso maggio il regista, insieme al cast, era stato ospite del Festival di Cannes, noi l’abbiamo incontrato a Roma, e questo è quello che ci ha raccontato in conferenza stampa.
Si inizia parlando del casting di Adam Driver, attore sempre più lanciato ad Hollywood, che Gilliam ha scelto per caso, dopo averlo incontrato in un pub londinese: «Era completamente differente dal personaggio che mi ero immaginato per Toby. All’epoca il progetto su Don Chisciotte era completamente da rifare, e si prospettava un nuovo corso rispetto alla mia idea originale; così ho scelto Adam perché era unic..

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«La ragione per cui ho continuato a incaponirmi con questo film è perché tutte le persone ragionevoli mi dicevano di smetterla. E io non mi ritengo affatto una persona ragionevole». Così Terry Gilliam giustifica gli oltre trent’anni che ci sono voluti per realizzare L’uomo che uccise Don Chisciotte, progetto di una vita che finalmente vede la luce e che uscirà nelle sale italiane domani, 27 settembre. Lo scorso maggio il regista, insieme al cast, era stato ospite del Festival di Cannes, noi l’abbiamo incontrato a Roma, e questo è quello che ci ha raccontato in conferenza stampa.

Si inizia parlando del casting di Adam Driver, attore sempre più lanciato ad Hollywood, che Gilliam ha scelto per caso, dopo averlo incontrato in un pub londinese: «Era completamente differente dal personaggio che mi ero immaginato per Toby. All’epoca il progetto su Don Chisciotte era completamente da rifare, e si prospettava un nuovo corso rispetto alla mia idea originale; così ho scelto Adam perché era unico. Non si comporta come una grande star, o come un attore navigato, e sembra una persona normalissima. Ci siamo piaciuti subito e ha avuto la parte».

Sul film, i cui tentativi di lavorazione sono stati ben otto in più di vent’anni (causa contrattempi, problemi finanziari, distruzione di alcuni set, catastrofi naturali), l’autore spiega che «inizialmente si era stabilito che il personaggio di Adam, il regista Toby, prendesse una botta in testa e a causa di quel trauma si ritrovasse nel diciassettesimo secolo, riproducendosi in un Don Chisciotte cronologicamente reale. Invece, la versione che abbiamo realizzato parla di Toby, un regista e un ragazzo di talento che per soldi vende la sua anima girando spot commerciali. E succede un po’ come in Frankenstein: crea un vero Don Chisciotte, ma non si rende conto dell’effetto provocato finché non si ritrova davanti alla gente con cui aveva lavorato dieci anni prima. In quel momento Toby non si sente responsabile di nulla, e non si rende conto di quanto sia importante realizzare un film… qualcosa che possa indurre le persone a loro volta a fare cose corrette o anche scorrette».

Adam Driver e Jonathan Pryce, rispettivamente Toby e Don Chisciotte nel film

In merito all’adattamento del romanzo di Miguel de Cervantes, Gilliam ammette che «trarre un film da un testo del genere sembrava impossibile per la grandezza e la grandiosità della scrittura. Se hai abbastanza tempo puoi inserire le tue idee originali, come è successo a me, ma l’impresa richiede molto tempo. Ricordo di aver letto il Don Chisciotte la prima volta nel 1989 e allora capii che si trattava di una storia troppo ambiziosa e gigantesca».

«Per quanto riguarda la mia idea originale – continua Gilliam – volevo basarmi sugli ultimi istanti di un anziano Don Chisciotte fino alla sua morte. Tuttavia, da quell’idea sono scaturiti una serie di cambiamenti. Tre anni fa però mi venne in mente il personaggio di Toby, un regista ormai affermato che è agli inizi della sua carriera e che dieci anni prima gira un film intitolato proprio L’Uomo che Uccise Don Chisciotte. Volevo raccontare cosa era capitato alle personi del villaggio dove aveva lavorato e come erano rimaste influenzate da lui».

C’è tempo anche per discutere dei temi affrontati dalla pellicola, in particolare l’equilibrio in scena fra realtà e fantasia, due scenari spesso affrontati dal regista nella sua filmografia: «Credo che tutti i grandi film facciano affidamento sulla fantasia. In L’Uomo che Uccise Don Chisciotte quello che mi interessava era proprio la guerra tra fantastico e reale, laddove Don Chisciotte rappresenta il primo, e Sancho l’adesione al secondo».

Come detto, L’uomo che uccise Don Chisciotte sarà nelle sale italiane da domani, 27 settembre; su SA potete visualizzarne il trailer e, per quanto riguarda Gilliam, leggere le nostre recensioni di I fratelli Grimm e l’incantevole strega, Tideland e Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il diavolo.

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