Set 7, 2018
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Salvini: “Le inchieste? Qualcuno vuole fermare me e la Lega”. E parla ancora come Berlusconi: “Io eletto, i giudici no”

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Il sequestro dei 49 milioni di euro alla Lega. E poi i carabinieri che arrivano al Viminale per consegnare l’atto che ufficializza l’accusa da parte della Procura di Palermo di sequestro di persona aggravato dei migranti a bordo della Nave Diciotti. Per il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini sono i segnali che “qualcuno ha voglia di fermare Salvini, la Lega e la voglia di il cambiamento del popolo italiano. Non ci fermeranno”. E’ così che il ministro dell’Interno può trasformare una decisione della magistratura (tra l’altro solo una formalità) in materiale da propaganda, ora che mancano poco più di sei mesi dalle elezioni europee. “Grazie ai magistrati, grazie al procuratore di Genova, grazie a tutti: mi date solo più forza” dice apertamente il segretario della Lega che in modo teatrale ha aperto la busta del tribunale di Palermo durante una diretta video su facebook. E’ una linea di scontro aperto, frontale con la magistratura che aveva ribadito in due interviste alla Stampa e..

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Il sequestro dei 49 milioni di euro alla Lega. E poi i carabinieri che arrivano al Viminale per consegnare l’atto che ufficializza l’accusa da parte della Procura di Palermo di sequestro di persona aggravato dei migranti a bordo della Nave Diciotti. Per il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini sono i segnali che “qualcuno ha voglia di fermare Salvini, la Lega e la voglia di il cambiamento del popolo italiano. Non ci fermeranno”. E’ così che il ministro dell’Interno può trasformare una decisione della magistratura (tra l’altro solo una formalità) in materiale da propaganda, ora che mancano poco più di sei mesi dalle elezioni europee. “Grazie ai magistrati, grazie al procuratore di Genova, grazie a tutti: mi date solo più forza” dice apertamente il segretario della Lega che in modo teatrale ha aperto la busta del tribunale di Palermo durante una diretta video su facebook. E’ una linea di scontro aperto, frontale con la magistratura che aveva ribadito in due interviste alla Stampa e al Corriere della Sera in cui definiva il processo alla Lega (nel quale il sequestro è stato confermato da tre tribunali) a un processo politico: “E’ chiaro che cercano di metterci i bastoni fra le ruote“, “Si sta esagerando”, “Qualcuno non si rassegna al fatto che Salvini sia al governo”, fino a paragonare il sequestro dei fondi a qualcosa che accade “solo in Turchia“. Fino a chiedere di modificare il ddl Anticorruzione appena approvato dal consiglio dei ministri – che ha disertato – perché “in Italia non ci possono essere 60 milioni di indagati: non possiamo mettere tutti alla mercé del primo giudice che inizia a intercettare o pedinare o indagare chiunque gli capiti a tiro“.

Il ministro dell’Interno si difende dalle accuse: “Non ce l’ho con nessuno, sono sereno nel mio ufficio e non mi ritengo né un sequestratore né un eversore”. Ma non è certo tutto qui. Nel suo video sui social Salvini usa di nuovo espressioni quasi identiche a quelle che un tempo erano state pronunciate solo da Silvio Berlusconi: “Qui c’è la certificazione che un organo dello Stato indaga un altro organo dello Stato, con la piccolissima differenza che questo organo dello Stato, pieno di difetti e di limiti, per carità, è stato eletto, altri non sono eletti da nessuno“. E chiama, come sempre, l’elettorato: “Questo ministro è stato eletto da voi, cioè a questo ministro voi avete chiesto di controllare i confini, di controllare i porti, di limitare gli sbarchi, di espellere i clandestini: me lo avete chiesto voi, quindi vi ritengo amici e complici, altri non sono eletti da nessuno – ha aggiunto esibendo l’avviso di garanzia – e non devono rispondere a nessuno”. Berlusconi disse cose del genere, per esempio, nel 2009: “Quando con delle sentenze basate sul ribaltamento della realtà si vuole ribaltare la decisione popolare e si vuole sostituire chi è stato eletto dal popolo, questa si chiama con una parola sola: volontà eversiva e eversione”.

Ma anche come quelle sulle correnti all’interno della magistratura: “Correnti di destra, di sinistra in un ruolo come quello della magistratura – ha detto – non hanno senso, perché la magistratura emette sentenze, decide della colpevolezza e dell’innocenza”. Il ministro precisa di apprezzare “il lavoro dei tantissimi giudici che fanno obiettivamente, onestamente ed efficacemente il proprio lavoro di lotta alla corruzione, alla mafia, agli sprechi: giù il cappello. Capisco un po’ meno quei pochissimi giudici che si proclamano di sinistra, così come li capirei poco se si proclamassero di destra, e in base a questa loro cultura politica e partitica emettono sentenze”. “Chi decide della vita altrui, della colpevolezza e dell’innocenza e si proclama di destra o di sinistra, secondo me perde di libertà e autorevolezza” conclude Salvini.

Parole che sono arrivate dopo che il segretario del Pd Maurizio Martina era stato – insieme ad alcuni parlamentari del suo partito – l’unico a reagire alle dichiarazioni rese dal ministro dell’Interno ai giornali. “Le parole che continua a usare verso la magistratura sono gravissime ed eversive – dice Martina – e sono contro lo Stato e la Costituzione su cui ha giurato. Nonostante la sua smania di potere si ricordi che nessuno, nemmeno lui, è al di sopra della legge”.

Silenzio, per il momento, da parte dell’altro socio di maggioranza, il M5s, che ha nella questione morale e nella legalità due delle sue ragioni fondanti. Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede si limita però a rilanciare il disegno di legge Anticorruzione presentato ieri (e su cui Salvini ha già annunciato modifiche): “Migliorare il testo è sempre possibile, ci mancherebbe – dichiara Bonafede, riferendo dei complimenti del Greco, il gruppo dei Paesi europei contro la corruzione – Ma da ieri il Paese ha intrapreso una nuova strada: Daspo ai corrotti, agente sotto copertura, pentiti della corruzione, confisca dei beni anche se reati prescritti e l’accoglimento di quelle raccomandazioni internazionali rimaste finora lettera morta. E non si torna indietro“.

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