Set 11, 2018
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Pensioni, Salvini: “Via la Fornero. Ok quota 100, ma da 62 anni”. E sulla Rai: “Con Berlusconi c’è possibilità d’accordo”

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Superamento della legge Fornero, ma rilanciando ancora e proponendo la quota 100 sì ma con il limite dei 62 anni. Poi l’apertura, di nuovo, a Silvio Berlusconi con cui ha garantito parlerà nelle prossime ore per trovare un accordo anche sulla Rai e sul nome di Marcello Foa. Matteo Salvini, intervistato da Bruno Vespa a Porta a porta, ha parlato del suo manifesto economico e dei rapporti con l’ex alleato leader di Forza Italia. Quindi ha rilanciato sulle pensioni, andando oltre anche le promesse dei suoi o dello stesso Luigi Di Maio: “Gli imprenditori mi chiedono di superare la legge Fornero”, ha detto. “Faremo quota 100. Per me però il limite dei 64 anni è troppo alto. Io ho chiesto al massimo, ma al massimo, 62 anni”. Una proposta che spiazza nuovamente gli alleati di governo che già erano in trattativa per la quota 100 e i 64 anni di età. A preoccupare sono le risorse necessarie per un intervento simile: secondo le prime elaborazioni della società di ricerca Tabula guidata da Stefano..

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Superamento della legge Fornero, ma rilanciando ancora e proponendo la quota 100 sì ma con il limite dei 62 anni. Poi l’apertura, di nuovo, a Silvio Berlusconi con cui ha garantito parlerà nelle prossime ore per trovare un accordo anche sulla Rai e sul nome di Marcello Foa. Matteo Salvini, intervistato da Bruno Vespa a Porta a porta, ha parlato del suo manifesto economico e dei rapporti con l’ex alleato leader di Forza Italia. Quindi ha rilanciato sulle pensioni, andando oltre anche le promesse dei suoi o dello stesso Luigi Di Maio: “Gli imprenditori mi chiedono di superare la legge Fornero”, ha detto. “Faremo quota 100. Per me però il limite dei 64 anni è troppo alto. Io ho chiesto al massimo, ma al massimo, 62 anni”. Una proposta che spiazza nuovamente gli alleati di governo che già erano in trattativa per la quota 100 e i 64 anni di età. A preoccupare sono le risorse necessarie per un intervento simile: secondo le prime elaborazioni della società di ricerca Tabula guidata da Stefano Patriarca, la misura potrebbe costare già nel 2019 13 miliardi al lordo delle tasse e 9 miliardi al netto. A regime il costo salirebbe a circa 20 miliardi al lordo delle tasse e oltre 13 miliardi al netto.

Proprio per quanto riguarda i fondi, Salvini ha annunciato che la pace fiscale produrrà, secondo i suoi calcoli, 20 miliardi, “e non tre come ha detto Tria”. Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, dal canto suo, è stato appunto molto più cauto. Certo, si è detto favorevole ad un primo raggruppamento e ad un abbassamento delle aliquote Irpef, ma il problema, ha detto, è che bisogna “essere molto graduali”. Intervistato alla Confartigianato Summer School, nel pomeriggio il responsabile dei conti pubblici infatti aveva spiegato che sta provando ad equilibrare le diverse richieste scritte nel contratto di governo.

Salvini nel salotto di Porta a porta non ha parlato solo di pensioni. Ma è tornato anche sul nodo Foa da sciogliere per la presidenza di Viale Mazzini. “Berlusconi conto di vederlo o sentirlo nelle prossime ore, c’è un’azienda che ha bisogno di crescere”, ha detto. Con l’ex Cavaliere, “c’è la possibilità di trovare l’accordo non solo sulla Rai. Se c’è accordo si va fino in fondo”. E non a caso ha ricordato che “si vota a fine ottobre a Trento, Bolzano e poi in Sardegna“. Salvini per rispondere alle accuse mosse dai democratici di ”illegittimità di un altro voto in Vigilanza” sull’ex giornalista de ‘Il Giornale’, la Lega, riferiscono ambienti vicini a via Bellerio, presenterà alcuni pareri legali sul punto, che dimostrerebbero l’assoluta regolarità di un eventuale ‘doppio voto’ per Foa.

Continuano a circolare con insistenza in questi giorni, intanto, la voci di una possibile intesa di massima tra il Carroccio e gli azzurri sul nome dell’ex giornalista e i direttori di radio e telegiornali, una partita che comprende anche la scelta dei governatori alle prossime regionali (dall’Abruzzo alla Basilicata alla Calabria) e l’elezione dei vertici del Csm (in scadenza a fine mese), ma senza un colloquio chiarificatore tra Silvio Berlusconi e il segretario di via Bellerio difficilmente si può parlare di accordo fatto. Fi, raccontano, sarebbe pronta a cedere su Foa solo in caso di pacchetto complessivo, ovvero se l’appeasement riguardasse l’intero pacchetto di nomine. Si tratta, infatti, di convincere l’ala forzista che fa capo ad Antonio Tajani, sin dal primo momento la più contraria a ‘rivotare’ Foa, L’unica certezza è che giovedì il presidente della Vigilanza, Alberto Barachini convocherà la Commissione per accelerare l’uscita dallo stallo e colmare il vuoto di governance dell’azienda di viale Mazzini.

L’ex Cavaliere, ad Arcore con i suoi più stretti collaboratori dopo aver fatto ieri una nuova serie di controlli (già programmati) al San Raffaele, riferiscono fonti azzurre, prepara il suo ritorno: il 23 settembre chiuderà la ‘tre giorni’ di Fiuggi promossa da Tajani. L’ex premier, per ora, sta alla finestra e guarda alla ripresa autunnale con forte preoccupazione: conti pubblici e manovra saranno la prova del nove per il governo gialloverde.

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