Set 12, 2018
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Orbán, il Parlamento Ue vota a favore delle sanzioni all’Ungheria: è prima volta che interviene contro uno Stato membro

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Il Parlamento europeo ha approvato con la maggioranza dei due terzi la relazione Sargentini sulla minaccia allo Stato di diritto in Ungheria e ha dato così il via libera all’applicazione dell’articolo 7 dei Trattati, che nella sua fase più avanzata può portare anche a sanzioni contro il Paese. A favore si sono espressi 448 eurodeputati, mentre 197 si sono detti contrari e 48 si sono astenuti (693 votanti totali). Ora dovranno esprimersi i rappresentanti al Consiglio europeo, ovvero i capi di Stato e di governo dell’Unione. E’ la prima volta che il Parlamento Ue adotta un’iniziativa che raccomanda l’attivazione dell’articolo 7 per una grave minaccia allo Stato di diritto, alla democrazia e ai diritti fondamentali in uno Stato membro.
Gli alleati di governo italiani si sono spaccati: i 5 stelle come già annunciato più volte hanno votato a favore (unici del loro gruppo), mentre la Lega si è detta contraria. Anche Forza Italia ha difeso il premier ungherese Orban a cui lo stesso Silvio B..

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Il Parlamento europeo ha approvato con la maggioranza dei due terzi la relazione Sargentini sulla minaccia allo Stato di diritto in Ungheria e ha dato così il via libera all’applicazione dell’articolo 7 dei Trattati, che nella sua fase più avanzata può portare anche a sanzioni contro il Paese. A favore si sono espressi 448 eurodeputati, mentre 197 si sono detti contrari e 48 si sono astenuti (693 votanti totali). Ora dovranno esprimersi i rappresentanti al Consiglio europeo, ovvero i capi di Stato e di governo dell’Unione. E’ la prima volta che il Parlamento Ue adotta un’iniziativa che raccomanda l’attivazione dell’articolo 7 per una grave minaccia allo Stato di diritto, alla democrazia e ai diritti fondamentali in uno Stato membro.

Gli alleati di governo italiani si sono spaccati: i 5 stelle come già annunciato più volte hanno votato a favore (unici del loro gruppo), mentre la Lega si è detta contraria. Anche Forza Italia ha difeso il premier ungherese Orban a cui lo stesso Silvio Berlusconi nelle scorse ore ha telefonato in segno di solidarietà. Chi si è diviso davvero sul tema però è stato il Ppe. Se il leader Manfred Weber ha dato il suo voto a favore delle sanzioni, al tempo stesso nel gruppo non è stata espressa indicazione di voto. La maggioranza del Ppe ha invece votato a favore. Solo 59 i contrari, tra cui Forza Italia, e 28 gli astenuti. Il presidente del Parlamento Antonio Tajani, esponente di Forza Italia, ha deciso di astenersi: “La posizione di Fi è chiara”, ha detto questa mattina a Radio24, “non ci sono i requisiti per avviare la procedura”. Per Tajani “la denuncia di Fi è diversa da quella della Lega. Perché non si fa nulla per la Romania? La posizione dell’Europa deve essere chiara. Non è silenzio, qui si tratta di applicare le stesse regole per tutti”. Il voto sulle sanzioni all’Ungheria “è una difesa dei valori o è un attacco politico nei confronti del Ppe?”.

In prima fila a difendere l’Ungheria c’è la Lega: “Le sanzioni contro Orban e l’Ungheria votate dal Parlamento Europeo sono una pagina bruttissima per la democrazia e l’intera Europa”, ha detto la capogruppo del Carroccio a Bruxelles Mara Bizzotto. “Orban è vittima di uno squallido agguato politico orchestrato dalla sinistra filo immigrati e dalle lobby di potere della Ue. Che una parte consistente del Ppe si sia prestato a questo linciaggio politico contro uno dei suoi leader, è sotto gli occhi di tutti: spero che Orban, dopo questo affronto, molli il PPE ed entri a far parte del nuovo blocco identitario e sovranista che stiamo costruendo in vista delle Europee del 2019″. E ha chiuso: “Il voto di oggi crea un precedente pericolosissimo. Dopo l’Ungheria di Orbán e la Polonia di Kaczynski e Morawiecki, nei prossimi mesi la sinistra e la Ue metteranno nel mirino anche l’Italia, il nostro governo e il nostro leader Matteo Salvini. Non so se gli amici 5 stelle abbiano compreso questo rischio”.

Esultano a sinistra per quello che viene definito un intervento senza precedenti. “È un momento storico per l’Unione”, ha commentato l’eurodeputata di Possibile Elly Schlein. “Sono fiera di questa istituzione che tiene la barra dritta sul rispetto della democrazia, dello Stato di diritto, dell’uguaglianza, del pluralismo e della non discriminazione”. Così anche il democratico Brando Benifei: “E’ una giornata storica che dovrà aprire una nuova fase storica per la politica europea”.

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