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Set 24, 2018
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Immigrazione, il decreto in Cdm. Salvini: “No problemi con il Colle”. Di Maio: “In Aula discussione punti fuori da contratto”

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E’ arrivato in Consiglio dei ministri, dopo un primo rinvio, il decreto su sicurezza e immigrazione voluto da Matteo Salvini. Sul contenuto del testo (e sulla scelta di agire per decreto) non mancano, secondo i retroscena, i dubbi di costituzionalità espressi dal Colle, anche se il ministro dell’Interno, ancora domenica sera a La7, ha ribadito che “non c’è nessun problema, se c’è una critica positiva io cambio, aggiungo, arricchisco”. E anche l’altro vicepremier, Luigi Di Maio, intervistato da Il Fatto Quotidiano in edicola lunedì, ha sottolineato come nello schema di legge “ci sono alcuni punti che non sono nel contratto di governo, li discuteremo in Parlamento“. Incertezza su alcuni punti è stata espressa anche dal senatore M5s Gregorio De Falco in un’intervista al Corriere della Sera: “Sono molto perplesso riguardo alla protezione umanitaria. Si tratta di un diritto universale“.
Prima dei punti più discussi del testo si vocifera dei dubbi riguardo l’uso del decreto legge, giustific..

E’ arrivato in Consiglio dei ministri, dopo un primo rinvio, il decreto su sicurezza e immigrazione voluto da Matteo Salvini. Sul contenuto del testo (e sulla scelta di agire per decreto) non mancano, secondo i retroscena, i dubbi di costituzionalità espressi dal Colle, anche se il ministro dell’Interno, ancora domenica sera a La7, ha ribadito che “non c’è nessun problema, se c’è una critica positiva io cambio, aggiungo, arricchisco”. E anche l’altro vicepremier, Luigi Di Maio, intervistato da Il Fatto Quotidiano in edicola lunedì, ha sottolineato come nello schema di legge “ci sono alcuni punti che non sono nel contratto di governo, li discuteremo in Parlamento“. Incertezza su alcuni punti è stata espressa anche dal senatore M5s Gregorio De Falco in un’intervista al Corriere della Sera: “Sono molto perplesso riguardo alla protezione umanitaria. Si tratta di un diritto universale“.

Prima dei punti più discussi del testo si vocifera dei dubbi riguardo l’uso del decreto legge, giustificato solo da necessità e urgenza: sotto questo profilo il testo è stato limato. Poi ci sono i contenuti. Sui migranti, l’aspetto più insidioso è lo stop ai permessi di soggiorno per motivi umanitari sostituiti con permessi per meriti civili o cure mediche. Ci sono poi il raddoppio da 3 a 6 mesi dei tempi di trattenimento nei Centri per i rimpatri, l’aumento dei reati per cui si revoca lo status di rifugiato (si va dalla violenza sessuale alla rapina, dalla violenza a pubblico ufficiale al traffico di droga) e i progetti di integrazione sociali riservati a titolari di protezione e minori non accompagnati, per citare alcuni punti. Oltre a una revisione degli Sprar, il sistema dell’accoglienza diffusa gestito dai Comuni, e al raddoppio dei tempi (da 2 a 4 anni) della concessione della cittadinanza per matrimonio e per residenza.

L’esito, secondo diversi esperti, è una sostanziale attenuazione dei diritti che potrebbe contrastare con le tutele previste dalla Costituzione e dalla Consulta, che più volte ha ribadito che i diritti riguardano tutti. La tenuta costituzionale è fondamentale perché il Quirinale possa firmare. Mercoledì, alla vigilia del Consiglio dei ministri poi rinviato, il presidente della Consulta Giorgio Lattanzi è andato dal capo dello Stato Sergio Mattarella per presentare un progetto sulle carceri. La Corte ha poi diffuso una nota in cui si legge che la Costituzione è “garanzia di legalità per tutti i detenuti, cittadini o stranieri, immigrati regolari o irregolari” ed è uno “scudo nei confronti dei poteri dello Stato, che neppure il legislatore con le sue mutevoli maggioranze può violare”.

Domenica era stato il segretario della Cei, monsigor Nunzio Galantino, a sottolineare come “sembra strano che si parli di immigrati all’interno del decreto sicurezza”: “Inserirlo lì dentro – ha detto a Tgcom24 – significa giudicare già l’immigrato per una sua condizione, per il suo essere immigrato e non per i comportamenti che può avere. È un brutto segnale sul piano culturale, perché si tratta di un tema sociale che va affrontato nel rispetto della legalità ma non possiamo considerare la condizione degli immigrati come una condizione di delinquenza“. Dalle sue parole è partito il ragionamento del senatore pentastellato De Falco: “Sono molto perplesso, ho molti dubbi – ha detto al Corsera sottolineando che alcune cose del lo trovano d’accordo – L’associazione migranti-sicurezza è suggestiva“. E, come Di Maio, mette al centro il ruolo del Parlamento: “Se ci sono aspetti che urtano la nostra sensibilità, li cambierà”.

Fonte articolo

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Il fatto quotidiano

Comments to Immigrazione, il decreto in Cdm. Salvini: “No problemi con il Colle”. Di Maio: “In Aula discussione punti fuori da contratto”

  • hi everyone. it is great site. thanks for all.

    Kisskap 13/10/2018 11:36

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