Set 22, 2018
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Casalino, polemiche sull’audio: “Pronti a mega vendetta contro i tecnici del Mef”. Giorgetti: “Non può mandarli via”

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Meno di due minuti di audio diffuso via Whatsapp in cui il portavoce del premier Giuseppe Conte parla di “una mega vendetta” contro i tecnici del Mef se non si dovessero trovare i soldi per il reddito di cittadinanza. E’ polemica per le parole di Rocco Casalino contenute in una registrazione diffusa da Repubblica: nella nota vocale inviata ad alcuni giornalisti, l’ex capo della comunicazione grillina al Senato e ora nello staff del presidente del Consiglio parla dei rapporti con il ministro dell’Economia Giovanni Tria e con lo staff del dicastero. Inoltre dà indicazioni sul clima politico specificando: “Metti però che sono fonti parlamentari”. Ma lui ora cura la comunicazione di Palazzo Chigi e non quella degli eletti. Pd e Forza Italia hanno chiesto le sue dimissioni, mentre i 5 stelle sul blog lo difendono: “E’ la nostra linea”. Del governo è intervenuto il sottosegretario leghista Giancarlo Giorgetti: “Non credo che il portavoce del premier abbia il potere di cacciare qualcuno”, ha ..

Meno di due minuti di audio diffuso via Whatsapp in cui il portavoce del premier Giuseppe Conte parla di “una mega vendetta” contro i tecnici del Mef se non si dovessero trovare i soldi per il reddito di cittadinanza. E’ polemica per le parole di Rocco Casalino contenute in una registrazione diffusa da Repubblica: nella nota vocale inviata ad alcuni giornalisti, l’ex capo della comunicazione grillina al Senato e ora nello staff del presidente del Consiglio parla dei rapporti con il ministro dell’Economia Giovanni Tria e con lo staff del dicastero. Inoltre dà indicazioni sul clima politico specificando: “Metti però che sono fonti parlamentari”. Ma lui ora cura la comunicazione di Palazzo Chigi e non quella degli eletti. Pd e Forza Italia hanno chiesto le sue dimissioni, mentre i 5 stelle sul blog lo difendono: “E’ la nostra linea”. Del governo è intervenuto il sottosegretario leghista Giancarlo Giorgetti: “Non credo che il portavoce del premier abbia il potere di cacciare qualcuno”, ha detto. Casalino era finito al centro delle polemiche il 20 settembre scorso, dopo la diffusione dei dettagli sullo stipendio dello staff del premier che è rimasto invariato rispetto a quello del governo Renzi.

L’audio messo sotto accusa oggi risale a pochi giorni fa, anche se Repubblica non specifica la data. “Nessuno mette in dubbio che il ministro Tria non sia serio”, si sente nella nota vocale probabilmente in riferimento alle parole di Luigi Di Maio che aveva detto “un ministro serio deve trovare le risorse”. “Domani se vuoi uscire su una cosa simpatica”, continua Casalino, “è che nel Movimento 5 stelle è pronta una megavendetta, lo metti come fonte parlamentare però. C’è chi giura che se poi non dovessero all’ultimo uscire i soldi per il reddito di cittadinanza tutto il 2019 sarà dedicato a far fuori una marea di gente del Mef. Non ce ne fregherà veramente niente, ci sarà veramente una cosa ai coltelli. Nel senso che… Ormai abbiamo capito che Tria c’entra il giusto, c’entra relativamente, ma il problema è che ci sono lì al ministero dell’Economia una serie di persone al ministero dell’Economia che stanno lì da anni, da decenni, hanno in mano tutto il meccanismo e proteggono il solito sistema e non ti fanno capire tutte le voci di bilancio nel dettaglio e in modo che si possa tagliare. Non è accettabile che non si trovano 10 miliardi del cazzo. Non è che stiamo parlando di 200 miliardi, stiamo parlando di 10 miliardi. Quindi. Una manovra di 10, 20 miliardi la fanno tutti i governi. Non è niente di straordinario. Il fatto che c’è questa resistenza fa capire che c’è qualcosa che non va. Se per caso.. Noi crediamo che andrà tutto liscio, ma se dovesse venire fuori all’ultimo ‘ah i soldi non li abbiamo trovati’, nel 2019 ci concentreremo soltanto a far fuori tutti questi pezzi di merda del Mef“.

Poche ore dopo la pubblicazione dell’audio su Republica, i 5 stelle sono intervenuti per difendere l’operato del portavoce del premier: “Quello che è stato ripetuto per l’ennesima volta ai giornalisti De Angelis e Salvatori da Rocco Casalino, e che oggi campeggia su tutti i giornali, era la linea del Movimento 5 stelle detta e ridetta in tutte le salse”, si legge. La nota fa riferimento a due giornalisti dell’Huffington post che sarebbero stati i destinatari del messaggio vocale. “Siamo assolutamente convinti (ed è sotto gli occhi di tutti)”, continua il post sul blog, “che nei ministeri c’è chi ci rema pesantemente contro: uomini del Pd e di Berlusconi messi nei vari ingranaggi per contrastare il cambiamento, in particolare il reddito di cittadinanza che disintegrerà una volta per tutte il voto di scambio. La spalla di questi uomini del sistema sono i giornali del sistema. Difendono tutti gli stessi interessi: i loro. Il Movimento 5 stelle difende quelli dei cittadini”.

L’opposizione chiede ora che Casalino sia allontanato e non svolga più il ruolo di portavoce. Il segretario Pd Maurizio Martina su Twitter ha scritto: “Le parole del portavoce del premier, Rocco Casalino, sono inaudite. Se Conte ha un minimo di senso delle istituzioni lo allontani immediatamente”. Per Forza Italia è invece intervenuto il senatore Maurizio Gasparri: “Se un qualsiasi altro portavoce di governo, in altre epoche, avesse fatto quello che ha fatto Casalino sarebbe stato costretto alle dimissioni immediate. Minacce nei confronti dei dirigenti del Ministero del Tesoro diffuse con whatsapp sonori per far capire chi comanda”. E ha concluso: “Una vergogna assoluta. Ma Conte e Tria possono tollerare, dopo questo episodio, che questo personaggio ricopra ancora questo incarico? Stanno ricominciando gli show cari a lui nelle varie televisioni. Potrebbe essere dirottato su un’isola o in una casa, dove svolgerebbe funzioni più consone al suo livello”. Mentre il vicecapogruppo vicario di Forza Italia al Senato Lucio Malan ha dichiarato: “Le minacce di Rocco Casalino sono un fatto politicamente gravissimo, a parte la loro eventuale rilevanza penale. Dimostrano una concezione violenta del potere, per cui chi ‘comanda’ si sente in diritto di cacciare i funzionari ministeriali che abbiano idee diverse, nonostante la Costituzione preveda che la Pubblica amministrazione sia imparziale e assicuri la sostenibilità del debito pubblico. E ciò è particolarmente preoccupante, visto che Casalino è palesemente una delle figure più potenti del governo Conte”.

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