Set 3, 2018
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Anticorruzione, il ddl è pronto: in settimana al Consiglio dei ministri. Le novità: daspo e agente sotto copertura

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Il disegno di legge Anticorruzione è pronto. Come annunciato dal guardasigilli Alfonso Bonafede la riforma fortemente voluta dal Movimento 5 stelle finirà in settimana sul tavolo del Consiglio dei ministri: forse già oggi potrebbe esserci un primo giro informale. Il provvedimento dovrebbe essere poi presentato alla stampa mercoledì: quindi andrà all’esame delle Camere. “Conterrà norme aspettate per anni e non fatte perché la politica aveva paura di farle”, ha detto il vicepremier Luigi Di Maio. “Dentro – ha aggiunto Di Maio – ci sono tutte le nostre grandi battaglie, dal daspo per i corrotti all’agente sotto copertura. Toglieremo le mani dalla marmellata a tanti furbi coperti da altri governi”.
Con la ripresa dei lavori parlamentari, dunque, il disegno di legge vedrà la luce: i tecnici del ministero stanno limando il testo in questi giorni. Tra le misure principali contenute nel ddl e ampiamente annunciate nei mesi scorsi c’è appunto il cosiddetto Daspo per i corrotti, che renderà imp..

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Il disegno di legge Anticorruzione è pronto. Come annunciato dal guardasigilli Alfonso Bonafede la riforma fortemente voluta dal Movimento 5 stelle finirà in settimana sul tavolo del Consiglio dei ministri: forse già oggi potrebbe esserci un primo giro informale. Il provvedimento dovrebbe essere poi presentato alla stampa mercoledì: quindi andrà all’esame delle Camere. “Conterrà norme aspettate per anni e non fatte perché la politica aveva paura di farle”, ha detto il vicepremier Luigi Di Maio. “Dentro – ha aggiunto Di Maio – ci sono tutte le nostre grandi battaglie, dal daspo per i corrotti all’agente sotto copertura. Toglieremo le mani dalla marmellata a tanti furbi coperti da altri governi”.

Con la ripresa dei lavori parlamentari, dunque, il disegno di legge vedrà la luce: i tecnici del ministero stanno limando il testo in questi giorni. Tra le misure principali contenute nel ddl e ampiamente annunciate nei mesi scorsi c’è appunto il cosiddetto Daspo per i corrotti, che renderà impossibile per un condannato in via definitiva per corruzione avere a che fare per tutta la vita con la pubblica amministrazione. Una sorta di interdizione in perpetuo dai pubblici uffici che nelle scorse settimane era finita al centro di un fuorionda pubblicato dal fattoquotidiano.it dove il procuratore di Roma, Giuseppe Pignatone, e il presidente dell’Anticorruzione, Raffaele Cantone, consideravano come “incostituzionali” alcuni passaggi inseriti in una prima bozza ministeriale. Posizioni che il numero uno dell’Anac aveva rappresentato anche al ministro. Anche per questo motivo il provvedimento è atteso con molta curiosità dagli addetti ai lavori.

L’altra novità contenuta nel ddl è invece l’agente sotto copertura per “infiltrare” dall’interno eventuali attività criminali e per rendere più efficaci le indagini. Una figura istituita già dalla convenzione firmata dalle Nazioni Unite a Merida del 2003 ma che non è piaciuta ai penalisti, solitamente molto critici su misure simili. Nel disegno di legge ci saranno poi provvedimenti sui tempi della giustizia nei tribunali: un fronte che il guardasigilli intende approfondire ad ottobre con la riforma del processo civile.

Nel ddl – come ha scritto il Fatto Quotidiano – anche il ripristino della procedibilità d’ufficio per il reato di appropriazione indebita, cancellata al suo ultimo respiro dal governo Gentiloni e ribattezzato legge ad cognatum perché favoriva i due fratelli del cognato dell’ex premier, Andrea Conticini, indagati proprio per quel reato con l’accusa di aver destinato a conti bancari a loro riconducibili soldi ricevuti ufficialmente per fare beneficenza ai bambini africani.

Slitta invece a dicembre ogni ipotesi di riforma della prescrizione. A fine anno saranno previsti anche una sorta di Stati generali della giustizia sul tema delle intercettazioni. L‘entrata in vigore della riforma di Andrea Orlando è stata prorogata al marzo 2019 con il decreto Milleproroghe varato alla fine di luglio. Per allora il ministero riscriverà tutta la disciplina degli ascolti telefonici con l’aiuto delle procure e del Consiglio nazionale forense, chiamati a esprimersi sulla questione.

In attesa di capire come Bonafede intende riscrivere la questione intercettazioni e se interverrà davvero sulla prescrizione – come promesso nell’anniversario della strage di Viareggio e durante il suo incontro con l’Associazione nazionale magistrati – adesso tocca dunque all’Anticorruzione. “Il disegno di legge – ha assicurato il guardasigilli con un post su facebook – farà dell’Italia, che ora è il fanalino di coda, il Paese capofila nella lotta alla corruzione a livello internazionale”. Bonafede ha parlato addirittura di “una riforma rivoluzionaria. Tutti devono sapere che ci si può fidare nel nostro Paese, che si può investire senza il timore di essere danneggiati da chi usa la corsia preferenziale della corruzione. E che, finalmente, fare i furbi, rivolgersi agli amici degli amici, allungare la mazzetta, sono azioni che apparterranno al passato di questo Paese. Una giustizia che spazzi via per sempre la ‘metastasì della corruzione e che si occupi soprattutto del servizio che offre agli italiani”.

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