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Ago 6, 2018
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Motovedette, sul decreto è battaglia Pd-Lega. Dem: “Respinti nostri emendamenti sul rispetto dei diritti umani”

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La Camera ha respinto le pregiudiziali di costituzionalità del decreto sulle motovedette da donare alla Libia. Il deputato di Più Europa Riccardo Magi aveva chiesto lo stop dicendo che l’intervento, in linea con quanto stabilito dal precedente governo, è incostituzionale perché “promuove i respingimenti“. L’assemblea ha votato contro e ora sta esaminando gli articoli: tra le altre cose, è stato bocciato ad ampissima maggioranza l’emendamento di Fratelli d’Italia che prevedeva il blocco navale davanti al Paese nordafricano. Il decreto è stato approvato lo scorso 2 luglio dal cdm e ha già ricevuto il via libera di Palazzo Madama, manca quindi il voto di Montecitorio.
Respinte anche le richieste di modifica del Partito democratico che chiedevano come condizione “il rispetto dei diritti umani“. “I grillini”, ha scritto il presidente Pd Matteo Orfini, “in Aula bocciano i nostri emendamenti che su cessioni motovedette alla #Libia chiedono come condizione il rispetto dei diritti umani in que..

La Camera ha respinto le pregiudiziali di costituzionalità del decreto sulle motovedette da donare alla Libia. Il deputato di Più Europa Riccardo Magi aveva chiesto lo stop dicendo che l’intervento, in linea con quanto stabilito dal precedente governo, è incostituzionale perché “promuove i respingimenti“. L’assemblea ha votato contro e ora sta esaminando gli articoli: tra le altre cose, è stato bocciato ad ampissima maggioranza l’emendamento di Fratelli d’Italia che prevedeva il blocco navale davanti al Paese nordafricano. Il decreto è stato approvato lo scorso 2 luglio dal cdm e ha già ricevuto il via libera di Palazzo Madama, manca quindi il voto di Montecitorio.

Respinte anche le richieste di modifica del Partito democratico che chiedevano come condizione “il rispetto dei diritti umani“. “I grillini”, ha scritto il presidente Pd Matteo Orfini, “in Aula bocciano i nostri emendamenti che su cessioni motovedette alla #Libia chiedono come condizione il rispetto dei diritti umani in quel paese. Ancora una volta dimostrano di essere esattamente come i leghisti. Anzi no, una differenza c’è: sono più ipocriti”.

A cosa si riferisce Orfini? “Il Memorandum d’intesa con la Libia stipulato dal Governo Gentiloni nel 2017 prevedeva, nel sostenere la cooperazione per il contrasto dell’immigrazione illegale, anche due impegni precisi e per noi estremamente importanti – afferma il capogruppo Dem in commissione Politiche europee, Piero De Luca – il finanziamento di programmi di crescita sociale ed economica delle regioni più colpite dal fenomeno migratorio; e l’apertura di una nuova stagione di tutela assoluta dei diritti delle persone presenti nei centri di accoglienza temporanei, autorizzando controlli del personale dell’Oim (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, ndr) e dell’Onu. Di questi impegni non vi è traccia alcuna nel decreto legge del governo gialloverde. Perché M5s e Lega non sono d’accordo nel sostenere la Libia nello sviluppo di una politica di attenzione ai diritti umani e nella ratifica della Convenzione di Ginevra?”.

Sull’argomento il Pd dà battaglia. “Alla Camera il governo, la Lega e i Cinque Stelle svelano il loro vero volto. Respinti tutti i nostri emendamenti sul potenziamento immediato delle attività di rispetto dei diritti umani in #Libia”, scrive su twitter il segretario Maurizio Martina. “Bocciati alla Camera gli emendamenti @pdnetwork che chiedevano il rafforzamento della presenza e della gestione dell’Onu nei centri libici e sulle navi di soccorso ai #migranti – fa eco su twitter il capogruppo Pd alla Camera, Graziano Delrio – È davvero incredibile che il Governo abbia detto no: si poteva insieme lavorare per difendere dignità”.

La tensione è palpabile e la situazione è esemplificata da quanto accaduto tra il dem Gennaro Migliore e il leghista Eugenio Zoffili, relatore al provvedimento sulle motovedette. Nel corso del dibattito, il relatore ha mostrato la sua contrarietà all’intervento del collega dem dicendogli “che c… vuoi” e aggiungendo, accompagnando il tutto con il gesto della mano, “vieni qui”. Un gesto che ha scatenato la bagarre nell’emiciclo.

Secondo Luca Pastorino, deputato di Possibile e segretario di presidenza per Liberi e Uguali, si tratta semplicemente di un comportamento in continuità con le politiche del predecessore del Pd Marco Minniti: “Era tutto previsto”, ha dichiarato, “sulla motovedette alla Libia è andata esattamente come al Senato. C’è stata la grande alleanza dalla Lega al Partito democratico, mettendo insieme così anche Forza Italia e Movimento 5 Stelle e facendo a pezzi il rispetto dei diritti umani. Ogni giorno ci sono gli organismi internazionali che ci ricordano come la Libia non sia un Paese sicuro e nemmeno lontanamente vicino al rispetto dei diritti umani. Non sorprende che il Pd sia appiattito sul governo in materia di politiche sull’immigrazione: al Viminale Salvini sta proseguendo il lavoro portato avanti nei mesi scorsi da Minniti“.

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