Ago 20, 2018
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Diciotti, “la nave della Guardia costiera verso Pozzallo”. Il sindaco: “Non è in rotta verso di noi”

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Ancora incerto il destino della nave Diciotti della Guardia costiera, da giorni in rada davanti alla costa di Lampedusa. L’imbarcazione con 177 migranti a bordo, sta prendendo il largo e si sta dirigendo verso il porto di Pozzallo, nel Ragusano. La nave è da ben 5 giorni in acqua, senza ricevere il permesso di sbarcare da parte del Viminale. La notizia riportata dalle agenzie di stampa che citano fonti di Lampedusa è però smentita del primo cittadino di Pozzallo che dice all’Adnkronos: “La nave Diciotti non è in rotta verso la nostra città”. Così il sindaco Roberto Ammatuna, che ha ricevuto la conferma da fonti ministeriali. “Noi come sempre siamo pronti all’accoglienza e a collaborare con il ministero per qualsiasi tipo di soluzione” aggiunge il primo cittadino.
Dopo giorni di tira e molla tra Roma e Bruxelles sul destino dell’imbarcazione della Guardia Costiera, – che ha creato insofferenza anche tra Viminale e Marina – si chiede chiarezza sul destino della nave italiana direttament..

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Ancora incerto il destino della nave Diciotti della Guardia costiera, da giorni in rada davanti alla costa di Lampedusa. L’imbarcazione con 177 migranti a bordo, sta prendendo il largo e si sta dirigendo verso il porto di Pozzallo, nel Ragusano. La nave è da ben 5 giorni in acqua, senza ricevere il permesso di sbarcare da parte del Viminale. La notizia riportata dalle agenzie di stampa che citano fonti di Lampedusa è però smentita del primo cittadino di Pozzallo che dice all’Adnkronos: “La nave Diciotti non è in rotta verso la nostra città”. Così il sindaco Roberto Ammatuna, che ha ricevuto la conferma da fonti ministeriali. “Noi come sempre siamo pronti all’accoglienza e a collaborare con il ministero per qualsiasi tipo di soluzione” aggiunge il primo cittadino.

Dopo giorni di tira e molla tra Roma e Bruxelles sul destino dell’imbarcazione della Guardia Costiera, – che ha creato insofferenza anche tra Viminale e Marina – si chiede chiarezza sul destino della nave italiana direttamente al ministro degli Interni Matteo Salvini. Il vicepremier dopo la visita a Milano all’Opera Cardinal Ferrari Onlus ha confermato quanto già detto: “Che o l’Europa si ricorda di esistere o l’Italia la smetterà di essere il campo profughi dove tutti arrivano e tutti rimangono e gli italiani pagano. E, quindi, abbiamo detto agli amici europei che se c’è un aiuto concreto, veloce, immediato bene, altrimenti visto che sono sbarcate in Italia 700mila persone negli ultimi anni abbiamo già dato”. Insomma la linea del governo è sempre la stessa: “O c’è un aiuto e una redistribuzione immediata oppure cominceremo a riportare queste persone in Libia“, ha aggiunto. Dal vicepremier non arriva nessuna conferma ufficiale sul via libera della Diciotti. Anche il sottosegretario alla presidenza Giancarlo Giorgetti interrogato sul possibile approdo a Pozzallo parla di “politica del governo chiara”: “l’Ue non può rimettersi all’atteggiamento compassionevole dell’Italia”. Il 19 agosto una nota della Farnesina investiva l’Unione Europea “ufficialmente e formalmente” affinché provvedesse “a individuare una soluzione”.

Ue a “lavoro per trovare una soluzione” – La musica sulla gestione italiana degli sbarchi non cambia, e le parole del vicepremier non sono passate inosservate in Europa. “Siamo al lavoro per trovare una soluzione, la più rapida possibile. Siamo stati contattati dalle autorità italiane e stiamo contattando gli Stati membri“. Così Tove Ernst, della Commissione europea per la migrazione. Nessun commento invece sull’ipotesi ventilata da Matteo Salvini di riportare i migranti in Libia senza una soluzione condivisa. “Non commentiamo scenari ipotetici”, ha detto. E non arrivano commenti neanche da Berlino. Il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert, rispondendo a una domanda sulla posizione italiana sui migranti ha tagliato corto: “Non voglio commentare le affermazioni di Matteo Salvini”. Ma sottolinea quanto “nelle scorse settimane” la Germania ha concordato “che servono soluzioni europee durevoli e solidali, che vanno trovate a livello europeo”, “Berlino darà il suo contributo”, ha assicuratp Seibert.

La Procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta – “Conoscere il tentativo di ingresso di 190 immigrati extracomunitari avvenuto in data 16 agosto 2018 al largo dell’isola di Lampedusa, tratti in salvo dalla motonave “Diciotti” e ad oggi ancora ospitati sulla medesima motonave della Guardia Costiera”, con queste parole la Procura di Agrigento ha accompagnato l’apertura di dell’inchiesta affidata alla Capitaneria di Porto di Porto Empedocle e alla Squadra Mobile di Agrigento per fare chiarezza sulla dinamica del salvataggio. Il procuratore Luigi Patronaggio ha scritto nella nota che “oltre ad individuare scafisti e soggetti dediti al favoreggiamento della immigrazione clandestina, tende altresì a conoscere le condizioni dei 177 migranti superstiti a bordo della predetta unità navale militare”.

L’appello a Mattarella: “Situazione inaccettabile” – Intanto non si placa la polemica interna. Questa mattina da più parti si sono alzate voci per permettere uno sblocco dello stallo della Diciotti. Totò Martello, sindaco di Lampedusa e Linosa si è rivolto direttamente al presidente della Repubblica: “Sergio Mattarella intervenga sul governo italiano a proposito della vicenda della nave Diciotti, per superare una situazione inaccettabile nata da braccio di ferro che ha molto di politico e nulla di umanitario”.

Da 5 giorni, infatti, i 177 migranti e i marinai della Guardia Costiera, sono “a bordo ‘in ostaggio’ di fronte la nostra isola da dove cittadini e turisti assistono increduli alla vista di una nave italiana che non può entrare in un porto italiano“. Il primo cittadino delle due isole denuncia poi il fatto che “nello stesso porto sbarcano piccole imbarcazioni con a bordo migranti”, “si finge di non vedere”, la considerazione di Martello. “Se il governo italiano e l‘Unione europea non riescono a trovare una soluzione intervenga il capo dello Stato per superare uno stallo che dura ormai da troppi giorni”, conclude il sindaco.

Una richiesta che segue la lettera-appello indirizzata sempre al presidente della Repubblica e firmata già da centinaia di persone tra cui il parlamentare regionale dei Cento passi e presidente della commissione regionale Antimafia, Claudio Fava, l’ex sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, il medico protagonista di Fuocoammare, Pietro Bartolo: “Le chiediamo di intervenire, e di pretendere che la guardia costiera possa attraccare a Lampedusa – si legge – non solo per sentimento di umana solidarietà ma per evitare che un eventuale respingimento in Libia pesi come un’onta irrimediabile non solo su chi l’ha autorizzata ma sull’intero paese”.

Sulla vicenda della nave Diciotti e sulla “permanenza forzata” dei 177 migranti, questa mattina si è espresso anche il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà, Mauro Palma, il quale ha inviato alle alte cariche dello Stato alcune “sue valutazioni sul caso”, ritenuto di “rilevanza umanitaria”.

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