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Lug 2, 2018
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La Moog fa appello contro i dazi di Trump

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Come si sa, l’amministrazione Trump ha imposto nuove tariffe sull’acciaio e altri prodotti importati. Non solo. Adesso il governo americano è pronto a imporre una sovrattassa del 25% anche sull’importazione di beni hi-tech provenienti dalla Cina. Il 6 luglio debutta la prima tranche di dazi, destinata a colpire prodotti per un valore complessivo di 34 miliardi di dollari. E nelle settimane successive il paniere si allargherà ad altri segmenti di merce, portando il valore totale di import interessato a 50 miliardi di dollari.
Vari produttori americani, tra cui Harley Davidson e General Motors, hanno già messo in guardia l’opinione pubblica sul fatto che le tariffe minacceranno i posti di lavoro americani. E adesso anche la Moog Music, società produttrice di sintetizzatori con sede nel North Carolina, ha rilasciato una dichiarazione simile ai suoi clienti, esortandoli a fare appello ai loro rappresentanti e chiedere che la tariffa venga riconsiderata prima che entri in vigore.
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Come si sa, l’amministrazione Trump ha imposto nuove tariffe sull’acciaio e altri prodotti importati. Non solo. Adesso il governo americano è pronto a imporre una sovrattassa del 25% anche sull’importazione di beni hi-tech provenienti dalla Cina. Il 6 luglio debutta la prima tranche di dazi, destinata a colpire prodotti per un valore complessivo di 34 miliardi di dollari. E nelle settimane successive il paniere si allargherà ad altri segmenti di merce, portando il valore totale di import interessato a 50 miliardi di dollari.

Vari produttori americani, tra cui Harley Davidson e General Motors, hanno già messo in guardia l’opinione pubblica sul fatto che le tariffe minacceranno i posti di lavoro americani. E adesso anche la Moog Music, società produttrice di sintetizzatori con sede nel North Carolina, ha rilasciato una dichiarazione simile ai suoi clienti, esortandoli a fare appello ai loro rappresentanti e chiedere che la tariffa venga riconsiderata prima che entri in vigore.

«Queste tariffe aumenteranno immediatamente e drasticamente il costo della costruzione dei nostri strumenti e avranno il reale potenziale di costringerci a licenziare i lavoratori e potrebbero (nel peggiore dei casi) portarci a trasferire alcuni, se non tutti, i settori della nostra produzione oltreoceano», si legge nella lettera che la compagnia ha reso pubblica e inviato anche via mail ai suoi acquirenti. «Vi chiediamo di sostenerci chiedendo ai nostri funzionari eletti di riconoscere che queste tariffe sono seriamente dannose per le imprese americane come Moog».

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