Lug 23, 2018
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Il re del rock Lenny Kravitz firma gli interni dell’ultimo condominio di lusso di New York

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Lenny Kravitz, il design è rock vai alla gallery La musica si trasforma in design, e la voce graffiante di Lenny Kravitz si declina negli interni sexy e cristallini di 75 Kenmare, primo condominio lusso newyorchese progettato dallo studio di design aperto dalla rockstar americana, – che da oltre dieci anni si occupa anche di arredamento d’interni- insieme all’architetto Andre’ Kikoski, nel cuore di Nolita, il quartiere ultra-chic a nord di Little Italy.
Mantenendo fede all’ispirazione ’70 e ’80 della sua musica, Lenny Kravitz mixa superfici lucide e dettagli eleganti a materiali e finiture più grezze, accostando ad esempio pareti a mosaico e superfici in nudo calcestruzzo, con un progetto che vuole fondere il passato del quartiere, un tempo degradato e popolato da ex-magazzini dimessi e artisti alla ricerca di ampi spazi di lavoro, con le finiture sontuose degli appartamenti lusso di Manhattan.
«Si trattava di restituire un po’ del sap..

Ypsilon Black

Lenny Kravitz, il design è rock

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La musica si trasforma in design, e la voce graffiante di Lenny Kravitz si declina negli interni sexy e cristallini di 75 Kenmare, primo condominio lusso newyorchese progettato dallo studio di design aperto dalla rockstar americana, – che da oltre dieci anni si occupa anche di arredamento d’interni- insieme all’architetto Andre’ Kikoski, nel cuore di Nolita, il quartiere ultra-chic a nord di Little Italy.
Mantenendo fede all’ispirazione ’70 e ’80 della sua musica, Lenny Kravitz mixa superfici lucide e dettagli eleganti a materiali e finiture più grezze, accostando ad esempio pareti a mosaico e superfici in nudo calcestruzzo, con un progetto che vuole fondere il passato del quartiere, un tempo degradato e popolato da ex-magazzini dimessi e artisti alla ricerca di ampi spazi di lavoro, con le finiture sontuose degli appartamenti lusso di Manhattan.
«Si trattava di restituire un po’ del sapore originario della downtown che ho vissuto negli anni ’80», ha dichiarato Kravitz al New York Times. «Ricordo ancora quando tutti i miei amici occupavano loft che oggi costano 10 milioni di dollari l‘uno!».

Con lo stesso spirito di omaggio al passato e rilettura in chiave chic dell’architettura storicizzata, l’architetto newyorchese Andre’ Kikoski (famoso per gli interni di One Hudson Yards, primo grattacielo a essere stato completato nello scintillante quartiere eretto al di sopra dei depositi ferroviari abbandonati di Chelsea, oggi la “micro-citta’” di Hudson Yards), ha curato gli esterni dell’edificio, che una volta completato si estendera’ su sei piani per un totale di 38 appartamenti: «Per guardare avanti, per prima cosa abbiamo guardato indietro», dice Kikoski. «Abbiamo studiato il modo in cui il mattone posato a mano è stato utilizzato per creare dettagli e linguaggi espressivi negli edifici storici del quartiere, immaginando per le pareti esterne, una superficie in calcestruzzo in caldo beige, solcata da scanalature longitudinali che movimentano la texture della facciata».

Intanto il mondo del design seduce sempre di più, affermandosi come un linguaggio globale. Non è un caso che un’icona della musica come Kravitz, vincitore di quattro Grammy Awards, abbia guardato al living, ai modi di concepire e abitare lo spazio, come nuovo mezzo espressivo. La musica e il design sono sorprendentemente simili per la rockstar: «Stai creando qualcosa dal nulla, costruendo per livelli», dice Kravitz. «Alla fine, crei uno spazio che ti fa sentire diverso rispetto a prima che lo sperimentassi. Uno spazio che deve essere percepito come naturale e confortevole, una casa che è il tuo rifugio, dove poter costruire una vita e creare delle memorie».

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