Lug 18, 2018
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Fioretto, spada e sciabola. Direttamente dalla Sicilia

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Femminilità in punta di fioretto vai alla gallery Daniele Garozzo, di Acireale (Ct), ha conquistato l’oro nel fioretto alle ultime Olimpiadi a Rio de Janeiro. Il fratello Enrico ha vinto l’argento nella spada, in squadra con il concittadino Marco Fichera e con il catanese Paolo Pizzo, che è anche campione del mondo in carica. Pure Rossella Fiamingo, argento a Rio sempre nella spada, è di Catania. In totale, dei 14 schermidori che hanno partecipato agli ultimi Giochi, ben sette erano siciliani. E siciliane sono anche le speranze di medaglia italiane alle prossime edizioni dei Mondiali (dal 19 luglio a Wuxi in Cina).
Fioretto, spada e sciabola hanno una lunga tradizione sull’isola: la prima medaglia d’oro ai Giochi arrivò con Francesco Gargano, nella sciabola a squadre, ad Anversa 1920. Oggi la Sicilia conta 1.369 tesserati alla Federscherma (sui 22.459 italiani) e appena 28 società (su 328), eppure riesce ancora a primeggiare. È, com’è..

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Femminilità in punta di fioretto

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Daniele Garozzo, di Acireale (Ct), ha conquistato l’oro nel fioretto alle ultime Olimpiadi a Rio de Janeiro. Il fratello Enrico ha vinto l’argento nella spada, in squadra con il concittadino Marco Fichera e con il catanese Paolo Pizzo, che è anche campione del mondo in carica. Pure Rossella Fiamingo, argento a Rio sempre nella spada, è di Catania. In totale, dei 14 schermidori che hanno partecipato agli ultimi Giochi, ben sette erano siciliani. E siciliane sono anche le speranze di medaglia italiane alle prossime edizioni dei Mondiali (dal 19 luglio a Wuxi in Cina).

Fioretto, spada e sciabola hanno una lunga tradizione sull’isola: la prima medaglia d’oro ai Giochi arrivò con Francesco Gargano, nella sciabola a squadre, ad Anversa 1920. Oggi la Sicilia conta 1.369 tesserati alla Federscherma (sui 22.459 italiani) e appena 28 società (su 328), eppure riesce ancora a primeggiare. È, com’è stato scritto, la Silicon Valley delle lame: «Quando avevo sette anni aprì vicino a casa nostra una piccola palestra di scherma in un garage» racconta Daniele Garozzo, «e da quella palestra sono uscite tre medaglie olimpiche: io, mio fratello e Marco Fichera».

Daniele ha lasciato l’isola dieci anni dopo, perché per crescere aveva bisogno di confrontarsi con avversari di alto livello. Da allora si allena a Frascati (Rm), in quella che oggi è la palestra più forte del mondo nel fioretto. Dice Garozzo: «Acireale mi manca tantissimo e sono orgoglioso che le vittorie che ho ottenuto siano associate alla mia terra. Cos’hanno in comune gli schermidori siciliani Scherzando diciamo che vincere, per noi, era l’unica possibilità: quando eravamo piccoli la maggior parte delle gare si disputava a Nord di Roma, e già che dovevamo prendere l’aereo, che almeno si tornasse a casa con una coppa…».

Daniele Garozzo, oro nel fioretto alle Olimpiadi di Rio de Janeiro.

Daniele Garozzo, oro nel fioretto alle Olimpiadi di Rio de Janeiro.

«Le tecniche cambiano da palestra a palestra, l’atteggiamento in pedana e l’impegno invece si somigliano: quando facciamo una cosa, noi siciliani la facciamo al 100 per cento» conferma Rossella Fiamingo. L’argento olimpico, due volte oro mondiale nella spada individuale, ha una storia diversa da quella di Garozzo: è l’unica, fra i campioni di scherma cresciuti sull’isola, che ha deciso di rimanere. «Mi alleno a Sant’Agata Li Battiati (Ct) con Gianni Sperlinga, la stessa scuola e lo stesso maestro con cui ho iniziato da bambina. Ho scelto di restare perché i ritmi siciliani per me vanno benissimo: posso studiare, prepararmi con calma e mangiare bene».

Prosegue Rossella: «Il risultato di Rio è stato importante perché ho dimostrato che per vincere non è necessario trasferirsi. Certo, per una ragazza è più facile: ho la possibilità di esercitarmi anche con atleti maschi di medio livello». A Wuxi Garozzo e Fiamingo punteranno alle medaglie. «Alle solite avversarie europee, ai Mondiali si aggiungono le americane e le asiatiche» dice la spadista. «La scherma si sta globalizzando e in vista dei Giochi di Tokyo 2020 i giapponesi stanno investendo tantissimo sui giovani» aggiunge il fiorettista, «ma l’avversario che temo di più rimane il mio amico Alessio Foconi: quest’anno ha dimostrato di essere molto forte».

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Rossella Fiamingo, 27 anni, catanese, ha conquistato due ori ai Mondiali.

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