Lug 25, 2018
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Fca, il debutto di Manley sui conti trimestrali: debito industriale azzerato, utile in ribasso. Il titolo crolla in Borsa

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Il debutto di Mike Manley davanti alla comunità finanziaria per presentare la trimestrale di Fca avviene nel giorno della morte del suo predecessore Sergio Marchionne. E coincide, come promesso dall’ex numero uno, con l’annuncio dell’azzeramento del debito industriale ma anche con una diminuzione del 35% dell’utile netto, che si attesta a 754 milioni di euro. Le novità in casa Fiat Chrysler – unite a una previsione di profitti e liquidità 2018 rivista al ribasso – hanno scatenato le vendite in Borsa: il titolo è stato sospeso per eccesso di ribasso e, una volta riammesso, ha segnato perdite tra l’8 e il 10%.
Oltre a centrare l’obiettivo dell’azzeramento del debito, una delle priorità fissate per rendere appetibile Fca sia agli investitori che in vista di eventuali alleanze con altre case automobilistiche, i conti del secondo trimestre 2018 attestano un utile netto adjusted pari a 981 milioni di euro, in calo del 9% (stabile a parità di cambi di conversione) mentre l’utile netto si fer..

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Il debutto di Mike Manley davanti alla comunità finanziaria per presentare la trimestrale di Fca avviene nel giorno della morte del suo predecessore Sergio Marchionne. E coincide, come promesso dall’ex numero uno, con l’annuncio dell’azzeramento del debito industriale ma anche con una diminuzione del 35% dell’utile netto, che si attesta a 754 milioni di euro. Le novità in casa Fiat Chrysler – unite a una previsione di profitti e liquidità 2018 rivista al ribasso – hanno scatenato le vendite in Borsa: il titolo è stato sospeso per eccesso di ribasso e, una volta riammesso, ha segnato perdite tra l’8 e il 10%.

Oltre a centrare l’obiettivo dell’azzeramento del debito, una delle priorità fissate per rendere appetibile Fca sia agli investitori che in vista di eventuali alleanze con altre case automobilistiche, i conti del secondo trimestre 2018 attestano un utile netto adjusted pari a 981 milioni di euro, in calo del 9% (stabile a parità di cambi di conversione) mentre l’utile netto si ferma a 754 milioni di euro in diminuzione del 35% (-26% a parità di cambi di conversione).

Fca ha consegnato in tutto il mondo 1.301.000 veicoli, in rialzo del 6% principalmente per la crescita in Nord America e America Latina, e nello stesso periodo ha avuto ricavi netti pari a 29 miliardi di euro, con un aumento del 4% (+11% a parità di cambi di conversione) per la crescita delle consegne e il positivo effetto prezzi. La quota di mercato negli Stati Uniti è al 13%, in rialzo di 60 punti base rispetto al secondo trimestre 2017, con la quota di mercato retail al 12,8% (+80 punti base) e il mix vendite alle flotte al 22% del totale vendite, in linea con il secondo trimestre 2017.

L’incremento delle consegne è dovuto principalmente alle nuove Jeep Wrangler e Jeep Cherokee, alla Jeep Compass e al Dodge Journey. Il gruppo si conferma anche leader nel mercato brasiliano con la quota in aumento di 80 punti base al 18,4%, mentre la quota di mercato in Argentina è in rialzo di 110 punti base al 13,7%. Controtendenza i numeri nell’area Asia-Pacifico ed Europa, dove le consegne complessive sono in calo, principalmente per effetto dei minori volumi della joint venture cinese. In Europa (Ue28 + Efta) la quota è in calo di 30 punti base al 6,9% per le autovetture e di 70 punti base al 12,5% per i veicoli commerciali leggeri, con consegne stabili rispetto al secondo trimestre 2017, con l’aumento per Jeep e Alfa Romeo che ha compensato i minori volumi di Fiat.

Fca ha comunicato anche che le consegne globali di Maserati calano del 41% nel secondo trimestre a 7.800 unità, per l’impatto della riduzione dei dazi sulle importazioni in Cina a decorrere dal primo luglio, che ha ritardato le decisioni di acquisto della rete e della clientela finale. La componentistica, che include Magneti Marelli, Comau e Teksid, registra ricavi netti in flessione annua del 2% (+4% a parità di cambi), con l’aumento dei volumi di Marelli che è stato più che compensato dagli effetti negativi dei cambi di conversione.

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