Giu 16, 2018
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Stadio Roma, Casaleggio: “Cena con Lanzalone? Era a un altro tavolo e l’ho salutato. Non mi occupo di nomine”

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La cena con Davide Casaleggio e Luca Lanzalone a poche ore dall’arresto di quest’ultimo? “Certo sono andato a una cena l’altro giorno e ho trovato anche Lanzalone ad un altro tavolo e l’ho salutato“. Così Casaleggio junior giustifica l’incontro con l’ormai ex presidente di Acea, coinvolto nell’inchiesta sullo stadio della Roma. Intercettato da Repubblica Tv il presidente dell’associazione Rousseau sostiene di non occuparsi di nomine. “No – dice infatti al giornalista – Io non mi occupo di nomine”.
L’incontro sarebbe avvenuto martedì sera, in un ristorante in corso Vittorio Emanuele a Roma. Un locale a due passi dal Senato e dall’abitazione dove Casaleggio soggiorna spesso quando cala nella Capitale. A quell’appuntamento – secondo gli articoli pubblicati dai giornali nei giorni scorsi – Casaleggio, Lanzalone e altri graduati del Movimento potrebbero aver parlato di nomine nelle partecipate, ossia di poltrone che pesano. Ed è per questo che quell’ultima cena, prima dell’arresto dell’avv..

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La cena con Davide Casaleggio e Luca Lanzalone a poche ore dall’arresto di quest’ultimo? “Certo sono andato a una cena l’altro giorno e ho trovato anche Lanzalone ad un altro tavolo e l’ho salutato“. Così Casaleggio junior giustifica l’incontro con l’ormai ex presidente di Acea, coinvolto nell’inchiesta sullo stadio della Roma. Intercettato da Repubblica Tv il presidente dell’associazione Rousseau sostiene di non occuparsi di nomine. “No – dice infatti al giornalista – Io non mi occupo di nomine”.

L’incontro sarebbe avvenuto martedì sera, in un ristorante in corso Vittorio Emanuele a Roma. Un locale a due passi dal Senato e dall’abitazione dove Casaleggio soggiorna spesso quando cala nella Capitale. A quell’appuntamento – secondo gli articoli pubblicati dai giornali nei giorni scorsi – Casaleggio, Lanzalone e altri graduati del Movimento potrebbero aver parlato di nomine nelle partecipate, ossia di poltrone che pesano. Ed è per questo che quell’ultima cena, prima dell’arresto dell’avvocato genovese, era fonte di imbarazzo per i vertici del M5s. La ricostruzione, però, viene completamente smentita da Casaleggio in persona.

Negli ultimi giorni, tra l’altro, Lanzalone stava per inserirsi nella vicenda Atac. L’ex presidente di Acea puntava ad ottenere incarichi professionali anche nella vicenda del concordato sul futuro della municipalizzata del trasporto capitolino. Dalle carte allegate al procedimento emergono i contatti tra l’avvocato genovese e “tale Carlo” che viene descritto come “”verosimilmente Carlo Felice Giampaolino (advisor legale per il concordato Atac)” . In una intercettazione del 22 maggio “Carlo (Giampaolino) tra l’altro afferma che il ricorso dovrà essere curato da Lanzalone o da un altro professionista con la sua caratura. I due commentano i problemi che potrebbero sorgere nel momento in cui sarà incaricata l’avvocatura del Comune di Roma per seguire le pratiche legali”.

All’avvocato, finito ai domiciliari nell’inchiesta che ha portato all’arresto del costruttore Luca Parnasi, la procura contesta di aver ricevuto dall’imprenditore la promessa di consulenze per il suo studio legale per circa centomila euro. Ieri Lanzalone si è presentato davanti al gip Maria Paola Tomaselli per l’interrogatorio di garanzia. Nella mia vita non ho mai compiuto nulla di illecito, respingo con forza ogni addebito”, si è difeso il consulente. Al termine dell’interrogatorio il difensore ha presentato istanza di scarcerazione. Stessa richiesta avanzata dai legali dell’ex assessore regionale del Pd, Michele Civita, “Aver chiesto aiuto per mio figlio è stata una leggerezza compiuta in buona fede”, ha detto l’esponente del Pd al gip. Nel corso dell’atto istruttorio, il consigliere regionale, ha respinto le accuse affermando di non aver mai favorito l’imprenditore Parnasi. “Ho chiesto se era possibile intervenire per mio figlio – ha aggiunto – tre mesi dopo che era concluso l’iter della conferenza dei servizi. Non ho mai violato la legge, le decisioni della conferenza di servizio erano pubbliche”. Si è avvalso della facoltà di non rispondere, invece, il vicepresidente del consiglio regionale del Lazio, Adriano Palozzi (in quota Forza Italia). E anche lo stesso Parnasi, che però – secondo il suo avvocato – si farà interrogare dai pm.

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