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Giu 25, 2018
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SOUNDREEF SU INCHIESTA L’ESPRESSO: SIAE HA SUPERATO OGNI LIMITE, ORA INTERVENGANO LE AUTORITA’

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SOUNDREEF SU INCHIESTA L’ESPRESSO: SIAE HA SUPERATO OGNI LIMITE, ORA
INTERVENGANO LE AUTORITA’

Roma, 25 giugno 2018. La condotta di SIAE nei confronti di Soundreef, raccontata
nell’articolo pubblicato su L’Espresso a firma di Emiliano Fittipaldi e dal titolo “007 Operazione
Rovazzi”, supera ogni limite e appare illecita sotto molteplici punti di vista. Pertanto Soundreef – alla
luce di questa deprecabile vicenda – presenterà nelle prossime ore una denuncia alla Procura della
Repubblica al fine di accertare la rilevanza penale dell’attività di intelligence svolta a suo detrimento
e nella quale gli esponenti e le aziende vicine a Soundreef sono stati vittime.
Inoltre, relativamente a quanto emerso dall’articolo apparso sul settimanale, Soundreef – al solo
fine di evitare ogni tipo di fraintendimento – desidera fare chiarezza su alcuni passaggi che la vedono
protagonista.
Relativamente ai pagamenti degli anticipi citati, questi rappresentano una prassi consolidata nel
mercato delle collecting alla quale, peraltro, ricorre anche SIAE. Soundreef non avrebbe, infatti,
potuto sottrarsi a quello che potrebbe essere definito un passaggio obbligato perché, in assenza di
ciò, avrebbe inevitabilmente perso di interesse agli occhi dei titolari degli artisti. Gli anticipi, dei quali
si parla nel pezzo, sono stati accordati prima dell’entrata in vigore della Direttiva Barnier ma, in ogni
caso, la procedura per la richiesta degli anticipi in Soundreef è sempre stata a disposizione di tutti
gli iscritti e non soltanto a vantaggio degli autori più famosi, diversamente da quanto affermato dal
Direttore Generale SIAE, Gaetano Blandini.
Per quanto, invece, riguarda la durata dei contratti, Soundreef sottolinea altresì che l’iscrizione è a
tempo indeterminato, fatta salva la facoltà dei titolari dei diritti di recedere in ogni momento,
revocare o limitare il mandato, eventualmente restituendo l’anticipo percepito se relativo a esercizi
successivi. Anche in questo caso Blandini sbaglia a parlare di “vincoli”; Soundreef non tiene in
ostaggio nessuno dei suoi artisti.
È quindi ora interesse di Soundreef accertare cosa SIAE abbia davvero commissionato ai suoi
investigatori privati, in quanto appare inverosimile che 400 mila euro siano stati spesi solo ed
esclusivamente per qualche incontro “sotto copertura” e per la creazione di “identità fittizie in modo
da avvicinarsi e parlare con soggetti” per “avere informazioni sensibili”.
La condotta di SIAE è comunque figlia di una mancata apertura alla concorrenza del settore e oggi,
ancor di più, è necessario che il governo e il parlamento facciano proprie le indicazioni dell’antitrust,
liberalizzino finalmente il settore – aprendolo alle società profit – e si lavori a una riforma organica
di tutto il settore del diritto d’autore.
Chiediamo pertanto un incontro con il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, con il Ministro dei
Beni e delle attività culturali e del turismo, Alberto Bonisoli, e con il Sottosegretario con delega
all’editoria, Vito Crimi.


 

Soundreef è un Ente di Gestione Indipendente (direttiva 2014/26/UE) presente nel registro dell’Intellectual Property Office del Regno Unito, della
Spagna e della Repubblica Ceca e opera oggi in più di 40 paesi. Soundreef è stata fondata al fine di offrire una valida alternativa alle tradizionali Società
di Gestione dei Compensi e ha sviluppato un sistema tecnologico innovativo mirato alla verifica, riscossione e ottimizzazione delle royalty per i suoi
autori e editori. L’azienda effettua miliardi di transazioni, concentrandosi sul miglioramento dell’efficienza e della sicurezza dati nell’industria musicale,
e gestisce i diritti di più di 31 mila autori e editori nel mondo stabilendo con loro una relazione basata sulla trasparenza e velocità di rendicontazione
per le utilizzazioni delle loro opere musicali. Utilizzatori commerciali, quali emittenti radio e tv, Digital Service Provider, organizzatori di eventi live,
teatri e cinema, imprese commerciali e etichette musicali, possono quindi ottenere una licenza obbligatoria per l’utilizzo di opere musicali gestite da
Soundreef.


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Attualità

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