Giu 21, 2018
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Migranti, Salvini: “O Ue cambia le regole, o diciamo no. Rivedremo la protezione umanitaria”

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“Il presidente del Consiglio andrà domenica e poi giovedì prossimo a Bruxelles: o c’è una proposta utile a difendere i confini e la sicurezza, e i rifugiati veri, oppure diciamo no”. Così Matteo Salvini durante la trasmissione Agorà su Rai Tre. “Sulla carta sono tutti d’accordo con noi, vediamo se dalle parole passerà ai fatti. Conte ha il totale sostegno per andare a discutere qualcosa di utile per il nostro Paese”. In agenda ci sono infatti il vertice “informale” sull’immigrazione atteso per domenica – cui parteciperanno fra gli altri l’Italia, la Germania e la Francia – e il Consiglio europeo in programma a Bruxelles il 28 e 29 giugno.
Dal ministro dell’Interno arriva poi la proposta di ridiscutere la protezione umanitaria, un’ipotesi già anticipata il 18 giugno scorso dal governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga: “La situazione è pesante e nessuno ci ascoltava in Europa”, ha aggiunto Salvini. “I rifugiati veri sono 7 su 100. Andremo a rivedere la protezione umani..

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“Il presidente del Consiglio andrà domenica e poi giovedì prossimo a Bruxelles: o c’è una proposta utile a difendere i confini e la sicurezza, e i rifugiati veri, oppure diciamo no”. Così Matteo Salvini durante la trasmissione Agorà su Rai Tre. “Sulla carta sono tutti d’accordo con noi, vediamo se dalle parole passerà ai fatti. Conte ha il totale sostegno per andare a discutere qualcosa di utile per il nostro Paese”. In agenda ci sono infatti il vertice “informale” sull’immigrazione atteso per domenica – cui parteciperanno fra gli altri l’Italia, la Germania e la Francia – e il Consiglio europeo in programma a Bruxelles il 28 e 29 giugno.

Dal ministro dell’Interno arriva poi la proposta di ridiscutere la protezione umanitaria, un’ipotesi già anticipata il 18 giugno scorso dal governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga: “La situazione è pesante e nessuno ci ascoltava in Europa”, ha aggiunto Salvini. “I rifugiati veri sono 7 su 100. Andremo a rivedere la protezione umanitaria, il 30 per cento del totale: occorrono criteri oggettivi per concederla”. Nessuna possibilità, inoltre, di estendere le regole per diventare cittadini italiani. “Ci sono 300mila richieste di cittadinanza italiana che stanno intasando gli uffici di ogni genere, siamo il Paese che sta dando più cittadinanze. Allargare ulteriormente i criteri sarebbe il caos assoluto“. Una richiesta, questa, avanzata fra gli altri dallo scrittore Roberto Saviano e a cui Salvini risponde mettendo in discussione la necessità della sua scorta: “Saranno le istituzioni competenti a valutare se corra qualche rischio, anche perché mi pare che passi molto tempo all’estero. Valuteranno come si spendono i soldi degli italiani. Gli mando un bacione”.

Se l’Unione europea non dovesse ascoltare le richieste italiane, prosegue il vicepremier, sul tavolo c’è anche la possibilità di rivedere i fondi che l’Italia destina ogni anno al progetto europeo. “Non possiamo pagare sei miliardi l’anno all’Ue e ricevere dita negli occhi. Non vorrei essere costretto a ridiscutere questo contributo”, ha detto Salvini ad Agorà. Spazio anche per una critica al premier ungherese Viktor Orban che, secondo il leader del Carroccio, “ha ragione sulla protezione delle frontiere esterne, torto quando l’Italia viene lasciata sola“.

Nessun cambio di programma poi sul censimento ai rom, che rimane nelle intenzioni del ministro dell’Interno: “Nei campi nomadi deve valere la legge. So bene che la questione dei campi riguarda solo un quarto dei rom che vivono in Italia. Fossero tutti musicisti, farmacisti o maestri non avrei nulla da obiettare” spiega Salvini. “Purtroppo ce ne sono altri che sono delinquenti e educano i figli a rapinare e rubare. Chiedere a chi vive nei campi rom, nome e cognome, indirizzo, codice fiscale, carta di identità, quanti figli ha e quante tassa paga è normale o no? Noi siamo censiti, perché non dovrebbe esserlo chi vive da nomade? Se non mandi i figli a scuola, io i figli te li tolgo, perché la legge dice questo. Non è che se tu sei un rom ti puoi permettere di far vivere i tuoi figli nella schifezza. Il mio obiettivo – ha concluso – è chiudere i campi rom, chi non ha lavoro né diritto di restare qui, se ne va da un’altra parte”.

In conclusione, Salvini è intervenuto sui temi economici previsti dal “Contratto” di governo, specificando che “il ministro dell’Economia fa il suo mestiere”, in riferimento all’intervento alla Camera di Giovanni Tria sul Def, “ma noi rispettando i vincoli chiederemo più margine all’Ue per fare flat tax e reddito di cittadinanza”. Primo passo lo smantellamento della riforma Fornero, con la “quota cento” prevista entro l’anno.

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