Il giro d’Italia in kayak: tre mila chilometri da Nord a Sud, e ritorno

Mamma vado in kayak: il viaggio

vai alla gallery

Due fratelli, un kayak e tre mila chilometri di mare. Sono gli ingredienti di Mamma vado in kayak: l’avventura che sta portando i valtellinesi Giulio e Lorenzo Valli, partiti il 21 maggio scorso da Venezia, a circumnavigare l’intero stivale fino a Genova, dove programmano di arrivare il prossimo 19 settembre. Ma non fatevi ingannare dal titolo, non si tratta del progetto di due giovani “mammoni”. Giulio, la mente e le braccia dietro questa impresa, non è nuovo alle avventure: ha fatto un anno di Erasmus in Cina, meta raggiunta rigorosamente zaino in spalla e via terra, e scritto la tesi di laurea all’università di Dar es Salaam in Tanzania. Il nuovo progetto è raccontato in diretta sul suo blog.

“Sono una persona che ama viaggiare e scoprire posti sconosciuti” racconta il 25enne: “L’anno scorso, durante una vacanza in kayak all’Isola d’Elba – era la prima volta che pagaiavo in vita mia – ho pensato che sarebbe stato bello fare qualcosa di più. Perché, mi sono chiesto, non provare con l’Italia intera?”. È così che Giulio, fresco di una laurea in Ingegneria meccanica, invece di sedersi dietro a una scrivania ha deciso di lasciare ancora una volta Teglio (So), la patria dei pizzoccheri valtellinesi. “È prima di tutto una sfida con me stesso. Spesso si dice che tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare: ecco, in questo caso non si tratta solo di un gioco di parole. Voglio dimostrare che con la forza di volontà, la tenacia e un pizzico di coraggio si possono raggiungere obiettivi che possono sembrare irrealizzabili”.

Al suo fianco un compagno di viaggio speciale: suo fratello Lorenzo, di 16 anni, un’età a cui non si può guidare l’automobile ma che è sufficiente per percorrere tra i 30 e i 40 chilometri al giorno pagaiando. “Abbiamo nove anni di differenza” dice Lorenzo “ed è la prima volta che ho l’occasione di passare così tanto tempo con mio fratello”. Negli occhi le bellezze di queste prime settimane di mare: la foce del Po, le scogliere del Conero, le spiagge dell’Abruzzo, i delfini all’orizzonte. E poi l’ospitalità ricevuta e le cene condivise da chi si sta appassionando alla loro storia. “Mai avrei pensato di ricevere così tanto calore dalle persone. Ci sono stati dei camping che hanno annunciato il nostro arrivo sulla spiaggia con l’altoparlante, una cosa davvero bellissima”.

A seguirli un camper che in queste settimane è diventato il loro quartier generale: un luogo dove riposare al termine di ogni tappa e da cui tenere le comunicazioni con chi, attraverso la rete, si sta appassionando al viaggio. Dice Giulio: “Prima di partire pensavo che nelle lunghe ore passate in mare, nel silenzio rotto solo dai rumori della natura e dai discorsi con Lorenzo, avrei avuto il tempo di pensare, progettare… E che, una volta a terra, sarebbe stato naturale aver voglia di raccontare. Non è sempre così, anzi. In mare si entra in una dimensione altra, la fatica ti svuota, e una volta a terra sembra che qualcosa di te sia rimasto a bordo”. L’obbligo, alla fine di ogni tappa, è mandare un messaggio a mamma Tiziana: perché, in fondo, la vera protagonista di questa storia resta lei.

The post Il giro d’Italia in kayak: tre mila chilometri da Nord a Sud, e ritorno appeared first on Style.

Fonte articolo