Giu 19, 2018
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Def, maggioranza: “Svolta nel paradigma economico, superare il fiscal compact”. Tria: “Continuiamo a ridurre il debito”

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Da un lato la maggioranza che impegna il governo a “realizzare nel tempo un cambio radicale del paradigma economico”, assumere tutte le iniziative “per favorire il disinnesco delle clausole di salvaguardia inerenti l’aumento dell’aliquota Iva e delle accise su benzina e gasolio” e “riconsiderare in tempi brevi il quadro di finanza pubblica nel rispetto degli impegni europei per quanto riguarda i saldi di bilancio del triennio 2019-2021″. Dall’altro il ministro dell’Economia Giovanni Tria che frena e ancora una volta ricorda come i paletti esistenti vadano comunque rispettati: “E’ bene non mettere a repentaglio“, avverte, “l’evoluzione” prevista dal quadro macroeconomico tendenziale del Def, in base al quale il deficit calerà allo 0,8% del pil nel 2019 in modo da raggiungere il pareggio di bilancio nel 2020, con il debito che “inizierebbe un chiaro percorso discendente“. Un percorso, spiega Tria, che andrà a vantaggio del Paese perché “l’impegno sul debito è essenziale ed è condizione d..

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Da un lato la maggioranza che impegna il governo a “realizzare nel tempo un cambio radicale del paradigma economico”, assumere tutte le iniziative “per favorire il disinnesco delle clausole di salvaguardia inerenti l’aumento dell’aliquota Iva e delle accise su benzina e gasolio” e “riconsiderare in tempi brevi il quadro di finanza pubblica nel rispetto degli impegni europei per quanto riguarda i saldi di bilancio del triennio 2019-2021″. Dall’altro il ministro dell’Economia Giovanni Tria che frena e ancora una volta ricorda come i paletti esistenti vadano comunque rispettati: “E’ bene non mettere a repentaglio“, avverte, “l’evoluzione” prevista dal quadro macroeconomico tendenziale del Def, in base al quale il deficit calerà allo 0,8% del pil nel 2019 in modo da raggiungere il pareggio di bilancio nel 2020, con il debito che “inizierebbe un chiaro percorso discendente“. Un percorso, spiega Tria, che andrà a vantaggio del Paese perché “l’impegno sul debito è essenziale ed è condizione di forza per rivendicare per l’Italia e per l’Europa tutta, come una svolta, la decisione di considerare le spese per investimenti diversamente dalla spesa corrente: una scelta per cui i tempi sono ormai maturi”.

Tria: “Consolidamento di bilancio condizione necessaria” – “Il consolidamento di bilancio è condizione necessaria per mantenere la fiducia dei mercati finanziari, imprescindibile per tutelare i risparmi italiani e ottenere una crescita stabile”, ha ribadito il titolare del Tesoro intervenuto in Aula alla Camera nel giorno del voto sulla risoluzione di maggioranza sul Documento di economia e finanza. “Lo scenario tendenziale del rapporto deficit-Pil sarà oggetto di seria riflessione in sede di predisposizione del quadro programmatico” in stretta collaborazione con l’Unione europea, ha anticipato Tria. “Nel rispetto degli impegni europei e della normativa italiana”, che come è noto comprende il pareggio di bilancio inserito all’articolo 81 della Costituzione, “si individuerà il percorso più adatto” sempre tenendo sotto controllo l’andamento del debito

Per l’ex docente a Tor Vergata, “seguendo le linee programmatiche illustrate dal presidente del Consiglio sarà possibile conciliare la crescita e l’occupazione con la sostenibilità del debito”. Nel quadro programmatico che verrà presentato in autunno saranno indicate le “opportune coperture” per le misure di politica economica che si vorranno portare avanti. “Ogni proposta di riforma sarà articolata in considerazione degli effetti sulla crescita e sulla dinamica delle finanze pubbliche“, ha assicurato. Quanto alle misure prioritarie, “la semplificazione del sistema fiscale e la progressiva riduzione della pressione fiscale sono da tempo considerate parte essenziale di un orientamento pro-crescita. Assicurare un reddito dignitoso a chi è temporaneamente in stato di disoccupazione è condizione essenziale per consentire in un quadro di stabilità sociale l’innovazione tecnologica e la ristrutturazione aziendale”. Di conseguenza “il reddito di cittadinanza, volto a contrastare le sacche di povertà presenti in Italia tramite interventi non assistenziali bensì tramite l’integrazione nel mercato del lavoro, avrà un ruolo centrale”.

La risoluzione di maggioranza: “Chiedere alla Ue regole più flessibili e spazi per spese produttive” – “Sarà d’obbligo impostare in Europa un dialogo nuovo, per ottenere regole di bilancio più flessibili e spazi maggiori per le spese produttive”, ha spiegato il relatore al Def Federico D’Incà in aula alla Camera leggendo un passaggio della risoluzione che sarà votata dell’assemblea. ”Prioritario è il superamento della logica del fiscal compact, la cui integrazione all’interno dei trattati europei è da scongiurarsi assolutamente”, ha continuato D’Incà. L’obiettivo dunque – in linea con quanto da tempo sostenuto dal Movimento 5 Stelle – è evitare che regolamenti e direttive in base alle quali i paesi dell’Eurozona devono sforzarsi di ricondurre il debito/pil verso il 60% diventino parte integrante della legislazione comunitaria.

L’aumento Iva “potrà e dovrà essere sostituito da misure alternative con futuri interventi legislativi che saranno valutati dall’attuale governo”, ha affermato il relatore al Def in Senato Alberto Bagnai (Lega) parlando in Aula a Palazzo Madama. Tra gli interventi da adottare il relatore indica “un mix virtuoso di maggiori investimenti pubblici, riduzione della pressione fiscale e il sostegno ai redditi più bassi”. Va semplificato, in particolare, il rapporto tra l’Agenzia delle entrate e il contribuente e vanno abolite “misure penalizzanti per i contribuenti onesti“.

I temi che dovranno essere affrontati con la prossima legge di bilancio sono poi, elenca la risoluzione, la lotta alla povertà, lo stimolo alle politiche attive, il superamento della legge Fornero, misure per la scuola. Futuri provvedimenti per estendere il reddito di cittadinanza ”restano senz’altro necessari” e occorre “ampliare la portata” dei Bes, gli indicatori di benessere equo e sostenibile, inseriti negli ultimi anni nella programmazione di bilancio.

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