Giu 29, 2018
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Decreto dignità, Salvini: “Di Maio vuol limitare precariato, ma non danneggiare le aziende costringendole al nero”

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“Capisco la voglia del collega Di Maio di limitare il precariato, ma faremo attenzione che con la lotta al precariato, sacrosanta, non si danneggino gli interessi dei lavoratori e delle imprese costringendoli al nero“. Così il vicepremier Matteo Salvini, leader della Lega, intervenendo al Festival del lavoro di Milano ha avvertito che alcune parti del decreto dignità annunciato dal ministro del Lavoro, ancora in fase di limatura e atteso in consiglio dei ministri lunedì, vanno modificate perché rischiano di mettere in difficoltà le aziende. Salvini ha aggiunto, rispondendo a una domanda, che “i voucher sono stati ipocritamente cancellati, sono fondamentali in alcuni settori, vanno reintrodotti“.
di Marion Didier La prima bozza del decreto, diffusa tre giorni fa dall’Ansa, tra il resto limita il ricorso ai contratti a termine stabilendo che le proroghe non possano essere più di 4 (attualmente si può arrivare fino a cinque) e che a partire dal secondo rinnovo occorra nuovamente indicare..

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“Capisco la voglia del collega Di Maio di limitare il precariato, ma faremo attenzione che con la lotta al precariato, sacrosanta, non si danneggino gli interessi dei lavoratori e delle imprese costringendoli al nero“. Così il vicepremier Matteo Salvini, leader della Lega, intervenendo al Festival del lavoro di Milano ha avvertito che alcune parti del decreto dignità annunciato dal ministro del Lavoro, ancora in fase di limatura e atteso in consiglio dei ministri lunedì, vanno modificate perché rischiano di mettere in difficoltà le aziende. Salvini ha aggiunto, rispondendo a una domanda, che “i voucher sono stati ipocritamente cancellati, sono fondamentali in alcuni settori, vanno reintrodotti“.

di Marion Didier

La prima bozza del decreto, diffusa tre giorni fa dall’Ansa, tra il resto limita il ricorso ai contratti a termine stabilendo che le proroghe non possano essere più di 4 (attualmente si può arrivare fino a cinque) e che a partire dal secondo rinnovo occorra nuovamente indicare una causale e il costo contributivo salga dello 0,5 per cento rispetto a quello attuale. Inoltre, stando a quel testo, anche i contratti in somministrazione andrebbero conteggiati nel limite del 20% previsto per contingentare le assunzioni a termine. E la somministrazione a tempo indeterminato verrebbe abolita del tutto. Gli imprenditori sostengono che questo irrigidimento delle regole e l’aumento dei costi sarebbe dannoso per l’occupazione e che i paletti alla somministrazione metterebbero in grave difficoltà le attività stagionali.

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