Giu 24, 2018
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Ballottaggi 2018, risultati in diretta: Pisa e Massa al centrodestra, Avellino e Imola al M5s. A Terni vince la Lega

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Le roccaforti rosse toscane di Pisa e Massa passano al centrodestra. I 5 stelle ce la fanno ad Avellino e Imola, ma non a Terni dove la spunta la Lega. Mentre lo scrutinio del secondo turno delle amministrative è ancora in corso, iniziano ad arrivare i primi risultati dai territori. Sono 75 i comuni sopra i 15mila abitanti che oggi sono tornati alle urne per scegliere il proprio sindaco: l’affluenza alle 23 si è fermata al 47 per cento, un dato in calo di tredici punti rispetto al primo turno.
Pisa – Il candidato del centrosinistra pisano, Andrea Serfogli, all’emittente Tv pisana 50Canale ha ammesso la sconfitta e fatto “i complimenti al centrodestra”. “Paghiamo il vento nazionale – ha detto – ma rendo merito a Conti e possiamo considerarlo il nuovo sindaco di Pisa”. Le proiezioni del Pd indicherebbero la sconfitta con un distacco di alcune centinaia di voti e almeno 4 punti percentuali. A metà scrutinio Michele Conti è in vantaggio: 43 sezioni su 86 Conti è al 51,96% e Serfogli 8.927..

Le roccaforti rosse toscane di Pisa e Massa passano al centrodestra. I 5 stelle ce la fanno ad Avellino e Imola, ma non a Terni dove la spunta la Lega. Mentre lo scrutinio del secondo turno delle amministrative è ancora in corso, iniziano ad arrivare i primi risultati dai territori. Sono 75 i comuni sopra i 15mila abitanti che oggi sono tornati alle urne per scegliere il proprio sindaco: l’affluenza alle 23 si è fermata al 47 per cento, un dato in calo di tredici punti rispetto al primo turno.

Pisa – Il candidato del centrosinistra pisano, Andrea Serfogli, all’emittente Tv pisana 50Canale ha ammesso la sconfitta e fatto “i complimenti al centrodestra”. “Paghiamo il vento nazionale – ha detto – ma rendo merito a Conti e possiamo considerarlo il nuovo sindaco di Pisa”. Le proiezioni del Pd indicherebbero la sconfitta con un distacco di alcune centinaia di voti e almeno 4 punti percentuali. A metà scrutinio Michele Conti è in vantaggio: 43 sezioni su 86 Conti è al 51,96% e Serfogli 8.927

Il candidato democratico era sostenuto anche da sei liste civiche, tre delle quali hanno deciso di sostenerlo al secondo turno con l’apparentamento. Il candidato di centrodestra aveva invece il sostegno di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, ma ha incassato apertamente per il secondo turno, anche senza apparentamento formale, il sostegno di una lista civica che al primo turno aveva raccolto il 6,6% dei voti. Prima del turno di ballottaggio i due candidati erano separati da una manciata di voti: 13.795(ovvero il 33,36%) per Conti in vantaggio rispetto a Serfogli che il 10 giugno aveva raccolto 13.338(il 32,26%).

Avellino – In vantaggio Vincenzo Ciampi, candidato del M5s, sul candidato del centrosinistra, Nello Pizza. Nelle prime 21 sezioni su 72, Ciampi si attesta sul 61,1% mentre Pizza raccoglie il 38,9% dei voti. Il dato sull’affluenza alle urne è stato del 50,3%, rispetto al 71,2 del primo turno nel quale il candidato del centrosinistra aveva ottenuto il 42,9% dei voti rispetto al 20,2% sul quale si era fermato il candidato pentastellato. In caso di vittoria di Vincenzo Ciampi si aprirebbe una delicata fase che riguarda la governabilità dell’ente. Nel primo turno, le liste collegate alla candidatura di Pizza hanno ottenuto oltre il 53% dei voti, conquistando la maggioranza in consiglio comunale con 18 seggi. In caso di vittoria di Ciampi, con il quale si sono apparentati ufficiosamente due liste civiche e il candidato del centrodestra usciti al primo turno, gli equilibri consegneranno alle opposizioni due seggi in più ma non la maggioranza in consiglio comunale.

Siena – Bruno Valentini, candidato del centrosinistra e sindaco uscente a Siena, è in leggero vantaggio quando sono state scrutinate 20 sezioni su 50, sul candidato del centrodestra Luigi De Mossi. Per Valentini i voti sono al momento 4.153, pari al 50,99% rispetto ai 3.992 (49,01%) di De Mossi. E’ comunque un testa a testa quello che si profila nella città del Palio e nessuno, al momento, si sente di azzardare il finale.

Ragusa – In base ai primi dati a Ragusa, il candidato sindaco del M5s Antonio Tringali è indietro di circa dieci punti rispetto al rivale Giuseppe Cassì, sostenuto da liste civiche e FdI; euforia nel suo comitato elettorale.

Messina – Cateno De Luca (Udc) sarebbe in netto vantaggio, quasi 30 punti, su Dino Bramanti, sostenuto dal centrodestra. A Siracusa, invece, il distacco tra i due contendenti è minimo, con Francesco Italia (Cs) avanti rispetto a Paolo Ezechia Reale, appoggiato dal centrodestra.

Brindisi – Nell’unicocapoluogo di provincia a questo ballottaggio in Puglia – tra il candidato di Forza Italia e liste civiche, Roberto Cavalera e Riccardo Rossi, del centrosinistra. Rossi, dalle prime schede scrutinate (19 sezioni su 80), sembrerebbe in vantaggio sul suo avversario che aveva prevalso al primo turno dopo il quale non ci sono stati apparentamenti. L’affluenza alle urne è stata di 40,67% (molto più bassa rispetto al finale del primo turno, 60,73%) contro il 41,46 per cento dell’ultima tornata elettorale che risale al giugno 2016 e che si concluse al ballottaggio con l’elezione di una sindaca esponente di forze centriste, Angela Carluccio, poi sfiduciata l’anno successivo. La Lega che, al primo turno, era scesa in campo con un proprio candidato, Massimo Ciullo (18,45%), supportato anche da Fratelli d’Italia, aveva dichiarato apertamente nei 15 giorni antecedenti al ballottaggio di non dare supporto al candidato di centrodestra. Non si è esposto il M5s, che ha appoggiato Gianluca Serra (21,33%). C’era un quinto aspirante sindaco, Ferruccio Di Noi (2,04%).

Ancona – Qui, unico capoluogo di regione in Italia andato al ballottaggio, la sindaca uscente del Pd Valeria Mancinelli ha distanziato nettamente il candidato civico Stefano Tombolini, sostenuto dal centrodestra e si avvia alla riconferma. “La vittoria è quasi sicura” ha detto arrivando alla sala stampa del Comune, dove stanno affluendo i dati. A 59 sezioni scrutinate su 100 Mancinelli ha ottenuto il 62,75% dei consensi, Tombolini 32,25%. Il dato choc del voto di Ancona, che si riconferma roccaforte ‘rossa’, è il crollo dell’affluenza: su oltre 80 mila aventi diritto, sono andati alle urne 34.378, il 42,68%). Ad Ancona – ha detto parlando con giornalisti – “Il Pd tiene perché ha fatto quello che deve fare la politica, non pensare a se stessa. La gente ha avuto l’impressione di una politica utile”.

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